Coniugi scomparsi: tracce di sangue in auto e sul ponte di Vadena

BOLZANO. Nella Volvo di proprietà di Peter Neumair e Laura Perselli sono state trovate piccole tracce di sangue. Stessa cosa sul parapetto del ponte di Vadena sopra il fiume. È presto, però, per gridare alla svolta con toni sensazionalistici perché il Ris di Parma dovrà inviare i campioni al laboratorio emiliano per verificare di chi sia il sangue in auto. O meglio: se corrisponda, in qualche modo, a quello dei due coniugi. Identità da prendere con le pinze per quel che concerne l’automobile. Le tracce rinvenute, infatti, sono piccole e potrebbero anche essere piuttosto datate. Quelle del ponte, invece, corrisponderebbero proprio a Peter Neumair secondo quanto ricostruito dal giornale. Lo stesso Benno avrebbe riferito agli inquirenti di non sapere come mai ci fosse del sangue del padre al ponte di Vadena ma avrebbe ammesso di trovarsi in quella zona la notte tra il 4 e il 5 gennaio come sarebbe dimostrato da alcune celle telefoniche e dalle immagini delle telecamere lungo il tragitto. Lì avrebbe riferito di essersi rilassato prima di raggiungere la fidanzata ad Ora. Ritrovata nella vettura, invece, una confezione di perossido di idrogeno: la comune acqua ossigenata.

Ieri sera, intanto, è stata perquisita l’abitazione della fidanzata ad Ora mentre Benno sarebbe stato visto accedere al giardino di casa che, però, è posto sotto sequestro. I carabinieri, arrivati sul posto, non lo hanno trovato.

Oggi il reparto scientifico specializzato dei carabinieri passerà al setaccio due alloggi in via Castel Roncolo 22. Il primo è quello dove i coniugi abitavano con il figlio Benno Neumair ed il secondo è quello che avrebbero voluto prendere proprio per Benno. Vuoto. Entrambi in affitto.

Nella ricostruzione inserita nel l’avviso di garanzia che indaga Benno Neumair per omicidio ed occultamento di cadavere viene riportata agli avvocati Flavio Moccia ed Angelo Polo una tesi degli inquirenti: il figlio avrebbe tolto la vita ad entrambi i genitori nell’alloggio sfitto e poi li avrebbe gettati nel fiume dal ponte di Vadena. Trasportandoli con la Volvo. Ecco perché il Ris sta ripercorrendo tutte le tappe di questa ipotesi.

Benno, dal canto suo, ha rigettato ogni accusa e va ricordato che la sua posizione è quella dell’indagato, non dell’imputato e tantomeno del condannato.

Alan Conti

Foto Carabinieri