Bressanone, scoperta centrale dello spaccio di cocaina

BRESSANONE. Un messaggino criptato, un rapido accordo ed ecco che la cocaina arrivava pronta e servita. Persino a casa se disposti a pagare la consegna a domicilio. Come se fosse una pizza. Una centrale dello spaccio è stata individuata e fermata dai carabinieri del nucleo operativo di Bressanone in tre mesi di indagine. In manette una coppia di 30 anni: lui cittadino montenegrino, lei albanese. Era a casa loro che era organizzato lo smercio di sostanza con un buon grado di purezza. L’uomo, residente da molti anni nella città vescovile, serviva almeno una ventina di clienti con regolarità. Il costo di ogni dose era di 100 euro con l’aggiunta di 20 o 40 euro per la consegna a domicilio secondo la distanza. Qualora il trasporto si fosse rivelato anche pericoloso pronto un altro rincaro. La cocaina veniva trasportata ordinatamente avvolta in fazzoletti bianchi per non destare particolari sospetti.

Chi comprava la droga? I carabinieri hanno documentato 60 scambi e la maggior parte riguarda ragazzi e adulti brissinesi come acquirenti. Oltre a loro presente anche qualche cittadino dell’Est nel ventaglio di clienti. La manifestazione di interesse avveniva via chat attraverso un linguaggio in codice e ciascun cliente aveva un luogo preciso di consegna, differente dagli altri. Una prassi che ha richiesto un’indagine ancora più articolata.

La perquisizione dell’alloggio dei due arrestati è stata condotta con l’aiuto dell’unità cinofila del comando provinciale della guardia di finanza di Bolzano e ha portato al sequestro di contanti considerati proventi di spaccio e materiale utile all’indagine per ricostruire la filiera della droga.

Alan Conti

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