Bolzano, Regina Pacis risponde agli Alpini: “Sagra del Risotto? Mai stato un problema di soldi”

BOLZANO. Il parrocco di Regina Pacis a Bolzano Don Andrea Bona risponde alle critiche arrivate alla parrocchia per il trasferimento in piazza Tribunale della Sagra del Risotto Mantovano organizzata dal Gruppo Gries degli Alpini. Ecco il testo del lungo comunicato apparso su Facebook.

In merito all’articolo apparso sul quotidiano Alto Adige del 18 giugno 2019 dal titolo: «Via Dalmazia, “sfrattata” la Sagra del risotto, perché il parroco chiede troppi soldi»,

volevo precisare che io non ho sfrattato nessuno! Non ho mai ricevuto una comunicazione ufficiale da parte del Gruppo Alpini Gries di Bolzano, che quest’anno non sarebbero venuti in parrocchia per ripetere l’iniziativa del risotto mantovano e tanto meno, mai saputo che era per via dei costi!



Nei mesi estivi ospito nel piazzale le iniziative del «Club Anziani della Visitazione», che ogni giorno, dal lunedì al sabato, permettono a chi lo desidera la possibilità di stare insieme, chiacchierare, giocare a carte, mettendo a disposizione tavoli e gazebo e un paio di volte alla settimana organizzando serate culturali, cinematografiche e anche feste con musica dal vivo e possibilità di ballare. Ho conosciuto questo lodevole progetto quando ero parroco della Visitazione e ho pensato di esportarlo anche alla Regina Pacis.

L’inghippo è nato per via di una data: entrambe le associazioni hanno fissato nello stesso fine settimana, l’una la festa del risotto, l’altra la festa del pesce, con rispettivi inviti di “risottai” da Mantova ed esperti di pesce da Cattolica.

Prima di Pasqua ho avuto un incontro tra le due parti, senza però arrivare ad un accordo. In quell’occasione il presidente degli Alpini di Gries mi accusava di appoggiare l’Associazione Anziani, guidata da due Signore a fronte – a mio modo di vedere – di un folto gruppo di alpini, che sicuramente hanno un maggiore potere organizzativo. Chiamato dopo Pasqua, il Presidente degli Alpini mi comunicava che era in attesa di sapere se altri “risottai” erano disposti a venire a Bolzano in un altro fine settimana.



Ricevendo la telefonata della giornalista dell’Alto Adige, che mi ha incalzava sul “prezzo” che faccio pagare per la sagra del risotto, lunedì sera venivo a sapere che gli Alpini non avrebbero ripetuto da noi l’iniziativa.



Per quanto riguarda il tema dei soldi, preciso che gli Alpini di Gries nel 2018 non hanno versato solo 1.000 € alla parrocchia, ma bensì la cifra di 1.400 €.

A chi si scandalizza di questi numeri o che sostengono che le spese vive per l’iniziativa degli alpini sono sicuramente irrisorie, ricordo che durante i giorni della festa vengono allacciati alla rete elettrica camion frigo, che c’è bisogno dell’illuminazione notturna per notti intere, che c’è un afflusso di migliaia di persone e che questo aumenta il costo annuo di mantenimento delle strutture. Per avere un metro di paragone gli Alpini mi hanno detto che il solo tendone di copertura per la festa costa loro più di 3.500 € alla settimana.



Io non sono un Sindaco e non ho altre fonti a cui attingere per mantenere funzionante la parrocchia. Per farvi un’idea, queste sono alcune delle voci più consistenti a bilancio nel 2018, riguardanti il solo piazzale esterno della chiesa: riparazione impianto idrico esterno (1.600 €) – riparazione sciacquone bagno esterno (420 €) – potatura arbusto (760 €) – installazione tende para-sole (8.600 €) – riparazione impianto elettrico esterno (800 €). Aggiungo che l’ammontare complessivo di tutte le spese parrocchiali del 2018 è stato di 100.209,95 €.

Molti sostengono che la chiesa è ricca e che ha fonti segrete di guadagno; in realtà tutto viene pagato con le offerte che si raccolgono e che le persone elargiscono volentieri. Anche gli Alpini hanno sempre donato generosamente e di cuore il loro contributo alla chiesa Regina Pacis.



A differenza di don Olivo, il sottoscritto deve mettere per iscritto l’accordo per l’uso delle strutture con le Associazioni esterne, annotando il rispettivo contributo a copertura delle spese, altrimenti a norma di legge, la Parrocchia risulta responsabile dell’attività svolta nelle sue “mura”, anche se non le ha organizzate. Quello che gli Alpini davano in passato a mano a don Olivo è lo stesso importo che viene segnato in questo accordo e non certo un prezzo!



Termino, assicurando che la Parrocchia Regina Pacis paga l’IMIS comunale, secondo i termini di legge; che ogni operazione economica passa attraverso il conto corrente parrocchiale (anche l’offerta degli Alpini); che i bilanci vengono visionati e approvati dai due Consigli Parrocchiali e dall’Ufficio Amministrativo della Diocesi e vengono pubblicati ogni anno sul notiziario parrocchiale.


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