Bolzano, parco Stazione centro della droga: dieci denunce dei carabinieri

BOLZANO. Una nuova indagine contro lo spaccio della droga con 10 denunce di cittadini nigeriani e gambiani nell’area del parco Stazione a Bolzano. Cocaina, eroina e marijuana passava dalle loro mani.

L’INDAGINE. Sono state sequestrate dalla compagnia di Bolzano 134 dosi di eroina 23 di cocaina e una dose di marijuana attorno alla stazione. I denunciati avevano tutti la droga addosso. “Il Parco Stazione è il punto della città con la più fiorente attività di spaccio” conferma il comandante della compagnia di Bolzano Gennaro De Gabriele. “In altre zone e in distinte operazioni abbiamo sequestrato anche 8 chili di marijuana che sarebbero stati venduti proprio al parco Stazione per poi distribuirsi su tutto il territorio provinciale”. Due cittadini gambiani, inoltre, sono stati arrestati ieri trovandoli in possesso di oltre un chilo di marijuana.

Sempre nella giornata di ieri e stato controllato anche il deposito comunale di viale Trento ormai area di bivacco. “Tutti i presenti sono stati denunciati per invasione di terreno. Si tratta di 7 persone extracomunitarie”. Comminati, infine, 8 Daspo urbani a cittadino nigeriani trovati sulle panchine del Parco Stazione mentre bivaccavano bevendo alcolici.

I protagonisti dello spaccio, invece, si aiutavano tra loro per lo smercio (scambiandosi i clienti o la merce) in un sistema di aiuti incrociati: da qui nasce l’accusa del concorso. I soldi che i clienti pagavano per la droga venivano reinvestiti per portare altro stupefacente sul territorio spedendo i profitti ai famigliari nei Paesi d’origine o ad un’organizzazione (non provata, anche se alcuni sequestri lasciano supporre un organo articolato). “La marijuana sequestrata ai gambiani arriva a pacchi grossi e con qualità di alto livello” specifica il comandante del reparto operativo Alessandro Coassin.

Tra gli indagati non ci sono clandestini: sono tutti richiedenti asilo per vari motivi che si dichiarano operai e poi spacciano droga. Uno di loro era residente a Sesto Pusteria. “Prendono i contratti di lavoro per uno o due mesi e poi si spostano sullo spaccio che rende di più”.

IL TALVERA. Il timore che la microcriminalità possa spostarsi dal Parco Stazione al Talvera viene frenato dall’Arma. “Effettivamente qualche problema al Talvera c’è stato – ammette Coassin – ma non di spaccio. Il problema, tuttavia, è la domanda perché in Alto Adige c’è grande consumo di droga. Dati relativi alla cocaina con i metaboliti nelle fogne posizionano Bolzano sopra Milano. Altre statistiche indicano in 1 o 2 persone su 1.000 i consumatori di cocaina in Alto Adige che è un dato più incoraggiante. Il risultato, comunque, è che ci sono cittadini africani che hanno capito che vendendo cocaina si guadagna bene, lo fanno e se arriva qualche concorrente lo prendono a bottigliate in faccia. Il mondo della criminalità risponde alle esigenze di mercato della cittadinanza semplice. Anche in Alto Adige è il cittadino comune che orienta la criminalità”. Tra gli assuntori di eroina, purtroppo, sono stati individuati anche alcuni minorenni che saranno ora affidati a strutture sociali. “In particolare si tratta di eroina gialla – puntualizza il comandante della compagnia di Bolzano Gennaro De Gabriele – che è pericolosissima. Due persone sono morte per overdose per questa sostanza”.

L’AZIONE QUOTIDIANA. I sequestri dei stupefacenti ci sono tutti i giorni – conclude Coassin – e poi ci si concentra anche sui corrieri della droga. Con un po’ di fortuna il nucleo operativo e radiomobile comandato dal tenente Ferdinando Nasta con il gruppo cinofili ne hanno individuati diversi”. “I risultati arrivano con il continuo controllo – gli fa eco Nasta – ed è l’unico modo per mantenere salda la presa su questo fenomeno”.

Alan Conti

Foto Carabinieri