Bolzano, nasce un nuovo mestiere: “Vi racconto l’arte del floral designer”

Patrizia MerlanteBOLZANO. I designer tratteggiano le nostre vite più di quanto riusciamo ad immaginare ma ci sono ancora nuove professioni sbocciate da tempo e che ancora non sono note al grande pubblico. E’ il caso del floral designer che a Bolzano ha una rappresentante di caratura internazionale in Patrizia Merlante del negozio “Prafiorì” in via Milano. Con lei abbiamo provato ad inoltrarci nell’ampia terra di mezzo che separa chi vende fiori da chi crea con i fiori.

“Tutti godono della stessa dignità, sia chiaro, però è necessario spiegare che si tratta di mondi diversi. Con studi, progettazioni, ricerche e anche tempi di lavoro che sono differenti”

Iniziamo dalle basi.

“Prego”

Come si deve comportare un floral designer quando qualcuno viene a chiedere un mazzo di fiori?

“Deve fare domande. Perché prima di tutto è fondamentale capire che cosa desideri il cliente per declinarlo secondo le proprie competenze. Normalmente si parte con i colori per iniziare a ragionare sugli accostamenti cromatici ma è importante anche capire a chi sarà destinato il mazzo. Tra una signora di una certa età e la sposina cambia chiaramente l’approccio ma contano di più le caratteristiche caratteriali”.

Cioè?

“Esistono persone moderne, classiche, rustiche, naturali o raffinate. In base a questo si inizia a studiare il mazzo chiedendo un colore al cliente e si inizia con la tipologia di fiori”

Prendiamo una persona classica…

“Mi concentro subito su una forma rotonda, formale e morbida con fiori di stagione sui toni del rosa, arancio o giallo. In ogni caso monocromatico è sempre più interessante come soluzione. Un’altra possibilità è la creazione di un mazzo attorno ad una struttura massificata che può contenere anche piante”

Chi cerca la natura?

“Più facilmente viene soddisfatto da mazzi vegetativi che replicano proprio l’aspetto naturale. La modernità, invece, segue un disegno molto lineare. Sembra strano ma spesso replichiamo gli stili architettonici degli edifici”

 

Lei è Maestro Artigiano da anni ma quanto spazio c’è in questa professione per la propria indole creativa o artistica?

“La creatività è la base di tutto perché venditori di fiori ne troviamo ad ogni angolo, abusivi compresi. In questo caso il fiore non è il centro di tutto ma diventa l’elemento per assemblare un’idea. Un qualcosa che vada oltre. E’ il suo dialogo con i materiali che crea qualcosa di nuovo che deve divertire me e soddisfare il cliente. Una sfida stimolante, molto più probante di una semplice vendita ma anche più appagante per chi acquista e per chi riceve il mazzo”

La tecnica diventa quindi fondamentale.

“Certo, per ogni occasione la tecnica è importante perché la preparazione cambia secondo l’evento che si andrà ad abbellire. Prima di tutto è necessaria una formazione data da scuole specifiche che in Italia, purtroppo, facciamo fatica a trovare. Sono la base. L’aggiornamento, inoltre, è la chiave di tutto perché le tecniche sono diverse e sempre in evoluzione. Quello che non cambia mai sono gli stili compositivi e qui bisogna fare chiarezza”

Facciamola…

“Sono essenzialmente quattro. Il primo è il formale che racchiude tutto ciò che è contenuto in una forma come possono essere i cuori, le scatole o i cestini. Dopo abbiamo il decorativo che consente ad ogni tipo di fiore di avere un preciso posizionamento all’interno di un disegno regalando movimento ed espressione. Il terzo è il vegetativo di cui ho già parlato come copia della natura: c’è chi crea prati di margherite, glicini o rose rustiche. L’ultimo è lo stile lineare dove il mazzo è costituito da linee particolari come spighe, forsizie, vite americana o foglie cadenti. Sono tante direttrici diverse da loro che si inseriscono in una base piccola ma solida. Questo direi che è il più difficile.

Il cliente comprende questa difficoltà e la differenza di un lavoro artistico rispetto ad un banale fiore venduto?

“Difficile spiegare queste complicazioni tecniche al cliente ma alcuni di loro sono molto curiosi e chiedono. In quel momento si instaura un rapporto particolare. La verità di fondo, però, è che se il mazzo è bello e trasmette emozioni non c’è nemmeno bisogno di tante spiegazioni. Un obiettivo facilmente raggiungibile se i fiori seguono una tecnica corretto e curata nei dettagli. Spesso il cliente è felice senza nemmeno sapere bene il perché. Ci sono due cose che emozionano sempre: l’arte e i fiori. Noi cerchiamo di sposarli con il nostro esto. Regalando quel lampo di felicità essenziale”.