Bolzano, il maestro pedofilo risarcisce le famiglie

BOLZANO. L’obiettivo è evitare che le famiglie si costituiscano parte civile. Ecco perché il maestro accusato di pedofilia sta risarcendo i genitori dei bimbi abusati e avrà tempo fino a giugno per farlo. Poi, con ogni probabilità, chiederà il rito abbreviato non essendo possibile il patteggiamento (il limite della pena concordabile è due anni, probabilmente troppo poco per procura o giudice). La linea difensiva dell’insegnante sotto procedimento per una decina di abusi viene tratteggiata da Mario Bertoldi sul giornale Alto Adige. Le trattative con le parti lese sono state favorite dal giudice per le indagini preliminari Emilio Schönsberg che ha accolto un’istanza dell’avvocato difensore. L’offerta a risarcire, di per sè, rappresenterebbe un’ammissione delle condotte contestate sperando di ottenere l’attenuante del danno risarcito.

A pesare ci sarebbero diverse immagini riprese dalle telecamere spia installate nell’aula dalla polizia. Le bambine abusate sarebbero dodici e dieci le famiglie che si sono costituite parte civile. Un numero pesante da sostenere durante un processo. Fortunatamente le bimbe non avrebbero avuto coscienza della gravità del comportamento del docente il cui nome non viene diffuso per tutelare il diritto alla non riconoscibilità delle vittime. L’esborso complessivo a suo danno sarà complessivamente di circa 100.000 euro.

Alan Conti


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