Bolzano, il grido di una donna: “Il mio compagno mi ammazza di botte e minaccia, le istituzioni mi aiutino”

BOLZANO. La storia di una donna che si ritrova la violenza dentro le mura di casa. Un percorso dove liberarsi di quello che è il tuo incubo quotidiano diventa praticamente impossibile. Da cinque anni una bolzanina soffre una situazione disperata in un alloggio popolare del capoluogo altoatesino. Diverse volte si è presentata alle forze dell’ordine per denunciare violenze e maltrattamenti. Fino ad oggi, tuttavia, nessuno è riuscito a darle quello che chiede: allontanare il compagno dalla casa dove vivono con alcuni minori.

L’ultima denuncia risale a pochi giorni fa ed è stata presentata in un’altra città italiana. “È da troppi anni che combatto con questa situazione surreale e drammatica. Ho paura che possa accadere una tragedia e ho bisogno che le istituzioni mi aiutino. Non si può reagire solo quando accade qualcosa di brutto e quando si vede il sangue” il suo drammatico esordio. Quello che si legge sul documento che riporta le sue dichiarazioni alle forze dell’ordine è drammatico. “È molto geloso e per piccole cose, stupidate, alza subito le mani. Tutto davanti a figli minori quando non picchia anche loro. Mi sono recata 3 o 4 volte al pronto soccorso dell’ospedale San Maurizio di Bolzano per curare le ferite dalle percosse. Ho persino due timpani forati. Allora, però, non ebbi il coraggio di confessare al medico che a procurarmele era stato quel mostro”. Le angherie riportate sono di ogni tipo. “Una volta mi ha frustata con il filo dell’antenna della televisione lanciandomi una sedia nella schiena. Tutto questo inframezzato da schiaffi e pugni. Ho sporto denuncia per questi episodi ma nulla è successo. Gli agenti facevano un giro con lui attorno al condominio riportando la calma poi tornava tutto come prima. Vivo chiusa in stanza per paura dell’uomo che si muove dall’altra parte”.

La signora ha lasciato la città per qualche tempo e qui le minacce via messaggio sono diventate una tempesta. Fiumi di insulti e video in cui l’uomo distrugge tutta la biancheria della compagna in casa. “Sono scappata a sua insaputa e ricevo regolarmente minacce di morte. Dice che mi squarta, brucia, ammazza, sfigura con l’acido o spacca la faccia. Per lui sono solo una prostituta. Ho maturato l’idea di scappare di casa ma perché devo essere io quella che se ne va? Lì dentro ci sono i miei ricordi e la mia vita. Voglio che sia lui ad andarsene”. L’appoggio popolare è a nome della donna. “Nulla si può fare senza un provvedimento restrittivo. Chiedo alle istituzioni di attivarsi, verificare le mie parole e allontanare da me questo uomo”. Alla signora è stato offerto un posto in una casa protetta dagli assistenti sociali. Rifiutato: perché? “Ripeto, perché devo essere io ad andarmene? Per essere in un alloggio nascosto e farmi fare le piazzate davanti alla scuola dei minori in modo che lo shock per loro sia plateale e ancora più difficile da superare?”. La donna ha chiesto aiuto al consigliere Michael Sini (Casapound): “Stiamo cercando di fare da raccordo con le istituzioni nel rispetto del loro ruolo e di quello delle forze dell’ordine. La situazione, però, è inammissibile e chi tratta così una donna merita dei provvedimenti subito“.

Sempre sul telefonino sono presenti immagini con cui l’uomo immortala il danneggiamento del telefono fisso con una forbice e minacce di morte anche ai famigliari della donna. “Chiedo solo di essere aiutata. Ho paura. Tanta”.

Alan Conti


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