Bolzano, il fratello di Peter Neumair: “Il fiume? Potrebbe essere un depistaggio”

BOLZANO. Benno Neumair avrebbe consegnato agli inquirenti una modica quantità di hashish per confermare come la notta della scomparsa dei suoi genitori si sia fermato per rilassarsi al laghetto dei pescatori. Lo scrive nell’edizione odierna del Corriere dell’Alto Adige che riporta anche la mancata conferma da parte dei suoi avvocati.

I carabinieri della compagnia di Bolzano, invece, sarebbero tornati nella casa di Peter Neumair e Laura Perselli per portare via nuovi oggetti da sottoporre ad analisi. A riportarlo, stavolta, è il giornale Alto Adige in edicola oggi che ipotizza si tratti di vestiti e oggetti di plastica.

Intanto ieri alla trasmissione televisiva “Mattino Cinque” è tornato a parlare Günther Neumair, fratello di Peter: “Impossibile che si sia allontanato volontariamente. Troppo metodico e preciso. Il fiume? Potrebbe anche essere un depistaggio” . Dalla trasmissione arriverebbe conferma, però, che il giubbotto arancione ritrovato nel fiume corrisponde alla descrizione di quello utilizzato da Peter prima della scomparsa.

I rilievi del Ris di Parma sulle macchie di sangue ritrovate in auto e a casa, nel frattempo, potrebbe essere più lunghi del previsto dato che la difesa di Benno Neumair (che è sempre bene ricordare che si trova nella posizione di indagato ma non di imputato e tantomeno di condannato) è orientata a chiedere l’incidente probatorio trattandosi di esami non ripetibili. Disposta ieri dalla procura, invece, la copia forense del cellulare del ragazzo trentenne mentre l’avvocato della amica di Ora Federico Fava ha depositato istanza di archiviazione per la sua assistita dopo la consegna dei vestiti lavati la notte tra il 4 e il 5 gennaio.

Stamattina, infine, riprenderanno le ricerche nella parte trentina dell’Adige.

Alan Conti