Bolzano, carabinieri in Provincia per gli scaldacollo

scaldacolloBOLZANO. Il Nucleo Anti Sofisticazione di Trento e i carabinieri del comando provinciale di Bolzano si sono presentati questa mattina, di buon ora, negli uffici dell’assessorato provinciale alla sanità. Nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal pm Igor Secco, infatti, gli uomini dell’Arma hanno acquisito tutta la documentazione relativa alla produzione e alla distribuzione degli scaldacollo decisa dalla Provincia di Bolzano ed affidata all’azienda Texmarkt di via Zuegg nel capoluogo.

L’indagine muove dall’esposto presentato dal Movimento Cinque Stelle per chiedere di fare luce sui rapporti tra l’assessore provinciale Thomas Widmann e il cugino Christoph Widmann, titolare proprio della ditta incaricata della produzione. Gli scaldacollo vennero poi distribuiti gratuitamente alla popolazione attraverso la rete dei tabaccai e delle edicole dal 21 marzo. I militi e la procura dovranno stabilire se e in che modo questa parentela abbiano inciso sulla scelta dell’amministrazione di investire in questa produzione. Per questo si recheranno, con ogni probabilità, anche negli uffici della stessa Texmarkt.




Gli scaldacollo, è bene precisarlo, non hanno alcuna capacità protettiva certificata dal virus Covid 19 anche se la Provincia ha sempre difeso la sua scelta di distribuire questo oggetto in un momento di grande carenza di dispositivi di protezione. Carenza che, in ogni caso, non è stata colmata non essendo lo scaldacollo nemmeno un dispositivo di protezione.

La spesa sostenuta dalla Provincia è stata di 700.000 euro (1,3 euro ad abitante, bambini compresi). (a.c.)

 




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