Bolzano, allarme delle associazioni: “Troppi migranti dormono al freddo”

BOLZANO. Quanto sono larghe le maglie dell’emergenza freddo? È questa la domanda che quattro associazioni (Fondazione Langer, Sos Bozen, Forum Prevenzione e Antenne Migranti) hanno rivolto al Comune citando numeri preoccupanti ripresi da Antonella Mattioli sul giornale Alto Adige. Tutto contenuto in una lettera recapitata sul tavolo del capo ripartizione servizi alla comunità locale Carlo Alberto Librera. La richiesta è quella di accogliere tutte le persone che stanno dormendo per strada senza distinzioni. Una quota variabile tra le 50 persone calcolate dall’amministrazione e le 100 stimate dalle associazioni aiutate dal giurista Thomas Brancaglion. Utilizzano come giacigli i piloni dell’autostrada lungo l’Arginale, i ponti o l’area dietro lo Stadio Druso. Molti di loro non sono stati identificati dalla Questura e questo sarebbe il motivo primario del rifiuto nelle strutture. “Le regole valgono per tutti” dice il sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi. Alcuni arrivano dalla vicina Trento dopo la stretta sull’accoglienza firmata dalla nuova amministrazione leghista. I numeri del Comune recitano 166 senzatetto ospitati nelle strutture e 21 in lista d’attesa cui vanno aggiunte altre 20-30 che non hanno documenti e non si fanno identificare. Tra quei 21, secondo le associazioni, ci sarebbero anche persone regolarmente identificabili ma bloccate dalla burocrazia. E ci sono timori collegati al nuovo decreto sicurezza.

Sulla questione ha preso posizione anche Andrea Bonazza, consigliere comunale di Casapound. “Molti di questi 50 migranti sono stati denunciati e allontanati per questo dai centri di accoglienza. Abbiamo associazioni che invitano migranti da fuori provincia per giustificare il volontariato ben retribuito e poi lasciano le persone in strada quando la situazione scappa di mano”.

Alan Conti


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