Alto Adige, altro colpo di scena sulla fornitura cinese: tute cinesi inutilizzabili?

BOLZANO. La vicenda del materiale protettivo cinese si arricchisce di un nuovo capitolo. Che potrebbe definitivamente affossare le speranze di utilizzare oltre 8 milioni di euro di dispositivi di protezione, oltremodo necessari. A rivelarlo è ancora una volta il portale di informazione salto.bz, che ieri pomeriggio ha pubblicato l’ultima novità sulla commessa da 10 milioni di euro ordinata in Cina dall’Azienda sanitaria altoatesina tramite il Gruppo Oberalp.

Due no dell’Inail e l’ordinanza urgente della Provincia

Piccolo riassunto delle puntate precedenti. Nelle scorse settimane l’Inail, incaricata dall’Asl altoatesina di autorizzare l’utilizzo di 250.000 mascherine di tipo FFP2, altrettante di tipo FFP3, 400.000 tute protettive e 30.000 tute asettiche, aveva espresso per due volte parere negativo per carenza di documentazione.

Tradotto in soldoni, si parla di 7.400.000 euro per le 400.000 tute (costo unitario: 18,50 euro) e 837.000 euro per le 30.000 tute asettiche (costo unitario: 27,90 euro), per un totale di 8,2 milioni di euro di materiale finiti nei magazzini dell’Asl.

Il 21 aprile la Provincia emette un’ordinanza urgente premettendo “che l’INAIL, nell’ambito di una necessaria validazione straordinaria, non ha permesso la commercializzazione del materiale, in quanto non ha ritenuto sufficiente la documentazione a garanzia dell’idoneità del medesimo”.

In seguito al parere negativo “la direzione dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige ha immediatamente sospeso la distribuzione e l’uso di questi dispositivi di protezione”. Pertanto, alla luce del fatto “che il materiale disponibile si sta esaurendo e che serve assolutamente altro materiale sanitario, altrimenti sussiste il fondato pericolo che si fermi la cura dei pazienti”, la Provincia decidere di “mantenere la sospensione sino a quando una commissione di esperti insediati dall’Azienda Sanitaria (con competenza in materia di malattie infettive e sicurezza sul lavoro) non abbia valutato il materiale e lo abbia ritenuto comunque utilizzabile”.

Insediata la Commissione tecnica di valutazione

La Provincia cerca insomma di avvalersi della possibilità offerta dai decreti del premier Conte: far certificare il materiale protettivo da una apposita commissione tecnica della Protezione civile e rendendo quindi superfluo il parere dell’INAIL.

Detto fatto. Secondo quanto riporta salto.bz, venerdì scorso l’Azienda sanitaria ha insediato “la commissione di esperti incaricati di valutare la corrispondenza del materiale protettivo acquistato in Cina tramite il Gruppo Oberalp con gli standard europeiDella commissione fanno parte Elke Maria Erne (primaria del reparto Malattie infettive dell’ospedale di Bolzano), Giancarlo Murer (direttore del Servizio di prevenzione e protezione dell’Asl di Trento), Patrick Franzoni (viceresponsabile medico per il Covid-19 e responsabile del reparto CovidMed1 dell’ospedale di Bolzano), Christiana Winkler(responsabile del Servizio di prevenzione e protezione dell’amministrazione provinciale) e Florian Alber(comandante del corpo permanente dei vigili del fuoco di Bolzano).

Il colpo di scena: non è materiale ospedaliero

Secondo salto.bz tuttavia, in seguito all’ultima clamorosa novità emersa, la commissione tecnica nominata dalla Provincia di Bolzano potrebbe fare ben poco per ribaltare il doppio esito negativo dell’Inail. Il quale, ricordiamo, nell’analizzare la documentazione relativa alle 400.000 tute monouso aveva affermato tra l’altro che ai prodotti dell’azienda cinese “Feicheng Kunyu Clothing Co.Ltd” poteva essere riconosciuta la classe 2 di protezione, ben lontana dalle classi 5 e 6 necessarie per ottenere il via libera. Un giudizio che avrebbe potuto far pensare alla solita mentalità pedante dei burocrati centrali; la cosa però – dice salto.bz – è molto più grave di quanto si possa pensare.

Nella documentazione tecnica trasmessa agli uffici dell’Inail ci sarebbe una piccola frase destinata a buttare alle ortiche una vagonata di milioni. Nella descrizione delle tute protettive infatti si specifica: “Not made for hospital use”. Non fatto per uso ospedaliero.

Paolo Florio

Fonte: salto.bz
Foto: Pexels

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

Alan Conti has 5578 posts and counting. See all posts by Alan Conti

Are you sure want to unlock this post?
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?