L’arte di Banksy in mostra a Roma rapisce le coscienze

 

ROMA. “A Great British Spraycation“

Così si annuncia Banksy sul suo profilo Instagram, confermando la “paternità” delle nuove opere comparse in alcune località marittime del Regno Unito.

Il video caricato sui social mostra l’artista, sempre a volto coperto, a bordo di un camper che compie varie tappe all’interno delle città britanniche e realizza i nuovi graffiti.

Con questo video non solo Banksy conferma per l’ennesima volta la sua genialità, ma ci convince anche a salire su un treno, fare a tappa a Roma e raggiungere il Chiostro del Bramante dove, fino al 9 gennaio 2022, sarà possibile visitare la mostra tutta dedicata alle opere dell’artista inglese.

ALL ABOUT BANKSY” non è solo una mostra d’arte contemporanea, ma un vero e proprio viaggio nel mondo e nella poetica dell’artista; infatti i curatori del progetto, Butterfly & David Chaumet-Butterfly Art News, hanno aperto per la prima volta il loro archivio, documentando i lavori di Banksy dal 1999 fino al 2020. Un viaggio suddiviso in aree tematiche che mostrano l’impegno sociale dell’artista e la vastità dei temi rappresentati all’interno delle sue opere. Negli ultimi vent’anni Banksy si è ritagliato un posto in prima fila all’interno della cultura popolare internazionale e la scelta dell’anonimato gli ha garantito una libertà di azione notevole. Sin da subito ha mostrato di voler sfidare le convenzioni sociali, utilizzando l’arte per canalizzare l’attenzione su tematiche importanti: la politica, la religione, il potere, la brutalità della guerra, i diritti dell’infanzia, i rifugiati, la società della sorveglianza, l’ambiente, l’ecologia, il mercato dell’arte…

Ispirato dalle proteste studentesche del maggio sessantottino a Parigi, Banksy propone come protagonisti indiscussi delle sue opere i topi (Rats) per diffondere i suoi messaggi di protesta e per conquistare il paesaggio urbano.

Perché?

Beh, i ratti esistono e sono ovunque senza alcuna autorizzazione. Come gli street artist, i topi si muovono e agiscono di notte lasciando tracce visibili del loro passaggio. Anche durante la pandemia, Banksy ha raffigurato alcuni ratti con delle maschere nella metropolitana di Londra per sottolineare l’importanza delle misure di sicurezza.

Ma non sono solo i ratti a caratterizzare la sua inconfondibile iconografia: i bambini, infatti, rivestono un ruolo fondamentale nelle opere di Banksy, che sia per lanciare messaggi di pace, tutela dell’ambiente, o denunciare gli attacchi alla privacy e libertà personali causati dall’eccessiva sorveglianza.

Cresciuti circondati da nuovi tipi di giocattoli e armi letali, i bambini sono le vittime dirette delle guerra. Banksy ha voluto ricordarlo al mondo realizzando le illustrazioni per il singolo dei BLUR, “Good Song” del 2003.

Ma non è tutto, i bambini vengono anche disegnati dall’artista per porre l’attenzione sulle difficili vite dei rifugiati o sul lavoro minorile, e alcuni dei suoi lavori più rappresentativi sono senz’ombra di dubbio “Girl with balloon” (2002, Londra), utilizzata nel 2014 per la campagna “Stand with Syria”, volta ad aiutare il popolo siriano piegato da una delle più brutali guerre del nostro tempo; “No ball games mural” (2009,  Londra), che mette in luce la condizione restrittiva dei bambini che per giocare senza violare le regole hanno bisogno della loro creatività, cercando così di prendere al volo un cartello con la scritta “Vietato giocare a palla”, o “Refugee boy” (2019, Venezia), che rappresenta un giovane ragazzo che indossa un giubbotto di salvataggio e tiene in aria un razzo segnaletico rosa come un grido di aiuto d’emergenza.



La genialità di Banksy non risiede solo nelle sue notevoli doti tecniche, ma soprattutto nel forte impatto comunicativo che le sue opere possiedono. Infatti, sono proprio le sue stesse opere a mostrarsi, facendoci riflettere, commuovere, indignare e sorprendere. Sin da subito condite da un paradossale senso dell’umorismo che ormai è diventato la firma indiscussa dell’artista, tanto da non rendergli più nemmeno necessario firmarsi ufficialmente nei suoi nuovi lavori realizzati in strada.

Di Banksy sorprende il suo essere essenziale, ma incisivo. Il messaggio che vuole trasmettere arriva diretto, come un pugno nello stomaco.

“ALL ABOUT BANKSY” è un viaggio, perché anche se finisce ti lascia dentro qualcosa. Non si sa bene cosa, ma è chiaro che non ci si senta più gli stessi. Porta i visitatori a porsi delle domande e a riformulare tutta una serie di convinzioni che credevano ormai stabili dentro di loro.

Questa è la potenza di Banksy, che è anche la potenza di ogni forma d’arte.

Alice Ravagnani

 

 

 

 

 

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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