Zanzara tigre, settembre il periodo peggiore a Bolzano

BOLZANO. Settembre è, di norma, il mese finale di lotta alla zanzara tigre ma per alcuni versi anche a Bolzano rischia di diventare il più complicato. L’insetto, infatti, è ancora piuttosto diffuso nell’ambiente ma la differenza di temperature tra gli alloggi e l’esterno lo porta ad entrare nelle case con maggiore regolarità. Ecco perché spesso in queste ore ve lo trovate in stanza a ronzare fastidiosamente. Il vantaggio di questo mese, se vogliamo, è più pratico: le temperature più fredde, infatti, rendono le zanzare più lente e meno reattive: spesso si riescono ad acchiappare con una sola mano.

Dal 2013 la Provincia ha avviato un monitoraggio continuo sulla presenza di uova dell’insetto sul territorio altoatesino e i grafici relativi alle ultime settimane disponibili dimostrano una concentrazione sempre maggiore soprattutto nella zona di Bolzano dove i focolai con più di 300 uova sono molto diffusi. I campionamenti vengono effettuati con delle ovitrappole nei punti sensibili dove le femmine vengono attratte per deporre. Servono a tracciare le linee di crescita della diffusione della zanzara: continua e diffusa. Confermata anche la rilevazione statistica che vuole il picco proprio tra la fine di agosto e la metà di settembre. A Bolzano le fototrappole sono 50 per un totale di 150 in tutto il territorio altoatesino.

L’innalzamento consistente della diffusione della zanzara tigre è confermato anche dai grafici forniti dall’Appa (e chissà perché fermi al 2017). Nel 2013 la media di uova per ovitrappole era 12 mentre nel 2017 era 105 (oggi sicuramente superiore considerando le 300 presenti praticamente ovunque nelle rilevazioni attuali).

Le regole per difendersi autonomamente sono sempre le stesse (e talvolta fantasiose) ma la norma aurea per evitare di farle avvicinare (il loro raggio di movimento è piuttosto limitato) è quello di evitare qualsiasi ristagno d’acqua. Non facile ma l’unica vera soluzione possibile.

La tutela pubblica, invece, è affidata a trattamenti periodici con pastiglie che il Comune ha predisposto sui ristagni d’acqua inevitabili tra tombini, caditoie e spazi pubblici contro le uova. Tutto normato da una specifica delibera che vieta anche in modo categorico qualsiasi trattamento adulticida per il forte impatto sulla salute umana e sull’ambiente. Salvo disposizioni emergenziali dell’Asl. I proprietari di aree a rischio devono predisporre tutte le misure di precauzione pena una sanzione variabile dai 50 ai 500 euro.

Alan Conti

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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