Via San Quirino soffre: aumentano i negozi vuoti

Crescono i negozi vuoti in via San Quirino per una strada che sta lentamente mutando la sua natura. Un’analisi del tessuto commerciale di un elegante angolo di Bolzano che ha, però, delle difficoltà di attrattiva

Una elegante strada di passaggio considerata alla stregua del Centro storico ma senza averne le medesime potenzialità commerciali. Una sinergia di caratteristiche che stanno portando via San Quirino a Bolzano a cambiare la propria fisionomia lentamente con alcuni contraccolpi poco piacevoli. Cominciano ad essere tanti, per esempio, i negozi vuoti lungo una strada che è molto varia ma sicuramente non troppo lunga.

Nel dettaglio si contano 5 spazi commerciali vuoti sui 33 disponibili. Siamo attorno al 15% del totale dei locali commerciali. Un valore che, di per sé, rappresenta una percentuale alta per una via che ambisce a definirsi attrattiva. A preoccupare di più, tuttavia, è il fatto che i 5 negozi vuoti sono quasi tutti con metrature ampie e chiusi per motivi divergenti. C’è chi ha lasciato da poco per trasferirsi in altre zone e chi ormai da moltissimi anni non conosce apertura (come il negozio al civico 16). Qualche anno fa ci furono anche diversi furti in abitazione come abbiamo raccontato qui.

UNA STRADA DI SERVIZI E PRODOTTI AVULSI DAL PASSAGGIO DI GENTE

L’analisi di ciò che è aperto, inoltre, non porta certo a considerare via San Quirino come particolarmente attraente per il commercio di vicinato al dettaglio. Delle 28 attività aperte se ne contano 19 (parliamo del 57% del totale) che non hanno come core business la vendita di prossimità. Si tratta, sostanzialmente, di aziende che offrono servizi o prodotti che trascendono dal passaggio di clienti su strada: in parole povere in questi negozi ci si reca apposta indipendentemente da dove si trovino. Dai parrucchieri ai tatuatori passando per centri estetici, abiti da sposa o il servizio chiavi Zenleser (che da solo occupa 3 distinti locali). Sono tutti luoghi che, semmai, patiscono una situazione di scarsa disponibilità di parcheggi. Due di questi, inoltre, sono decisamente atipici perché si tratta della sede dell’associazione Anteas Agas e il Laboratorio Manus.

Rimangono, quindi, 6 negozi a dipendere fisiologicamente dal passaggio della gente davanti all’uscio e sono appena il 18%. Parliamo di attività come il tabacchino, l’ortofrutta, la vendita di fiori (peraltro appena arrivata da viale Venezia) o i due panifici. Una posizione ibrida tra chi è legato alla frequentazione ma richiama anche clientela da altre parti della città è quella dei bar e dei ristoranti che sono 5 (tra cui 2 bar o take away e 3 ristoranti). Messi insieme rappresentano un altro 15% dell’offerta della via.

LA PAROLA DEI RISTORATORI

In rappresentanza dei ristoratori parliamo con Francesca Ruscio, titolare del Pacha Mama (che fa parte del circuito Taste of Italy) dopo anni di gestione del ristorante Il Picchio e residente nella zona. Qualcuno che conosce queste strade come le sue tasche. “Via San Quirino è peggiorata negli anni, non c’è dubbio. Permangono ancora delle differenze tra la parte alta all’incrocio con viale Venezia che lavora di più e quella bassa verso viale Druso che è più isolata. Certo, la chiusura del passaggio di via Thuille ha penalizzato molti di noi perché i ciclisti transitavano da lì per raggiungere il Talvera. Molto spesso, inoltre, le persone tagliano per vicolo Muri bypassando la sezione più a sud della via”.

C’è, poi, il problema parcheggi: “Un inferno per i clienti. Se non si ha lo stallo privato diventa difficile farli arrivare da fuori. La speranza è che il parking interrato di piazza Vittoria possa risolvere qualcosa ma non credo che regaleranno i posti ai residenti quindi il problema rimarrà. D’altronde capisco anche chi abita qui che deve poter posteggiare. Cosa può fare?”. Qualcosa, tuttavia, si potrebbe anche concretizzare senza troppi sforzi e con interventi tutto sommato veloci. “In alcuni punti l’asfalto della strada e del marciapiede è inguardabile. Disconnesso e pericoloso. Quando piove davanti al mio locale, per esempio, si forma una pozzanghera enorme a forma di cuore. Per carità, è anche graficamente coordinata alla mia attività ma si potrebbe intervenire per eliminare queste imperfezioni”.

IL CONFRONTO TRA VIA SAN QUIRINO E VIA TORINO

Spostandosi in via Torino, invece, troviamo Marco Del Negro titolare di “Animal House e Fishing” che si è appena trasferito proprio da via San Quirino. Il confronto commerciale tra le due strade è, nella sua analisi, impietoso. “Qui ho sicuramente maggiore passaggio, una metratura uguale, più parcheggi, la tenda parasole e uno stallo per il carico e scarico dei fornitori esattamente davanti all’attività. In via San Quirino ero isolato, senza particolari comfort e con il parcheggio impossibile. A fronte di questa disparità in via Torino ho una spesa d’affitto di 15,5 euro mensili al metro quadro mentre in via San Quirino era di 28,8 euro al metro quadro. Praticamente il doppio per avere nemmeno la metà dei benefici e solo perché sei a pochi passi dal Centro. Peccato voglia dire poco”.

Chiude l’analisi tecnica del direttore di Confesercenti Mirco Benetello: “Ci sono sostanzialmente, tre tipologie di strade: quelle del Centro ad alto tasso di frequentazione, quelle popolari con un forte radicamento di quartiere e quelle di passaggio. Via San Quirino è architettonicamente splendida ed è stata anche molto migliorata negli anni ma rappresenta sostanzialmente una via di passaggio”.

“Credo, quindi, che il suo sviluppo futuro sarà sempre più orientato su aziende di un certo livello che offrono prodotti o servizi svincolati dal territorio di prossimità godendo di una posizione tutto sommato centrale. Guardando i dati possiamo tranquillamente dire che questa trasformazione sta già avvenendo da tempo ma non per colpa del degrado o di qualche limite di via San Quirino. E’ un semplice sviluppo moderno e naturale del commercio nelle città”.

Alan Conti

Foto Bz News 24