Un salto che capovolge il mondo

BOLZANO. Oggi è successo l’impensabile. Marcell Jacobs ha sovvertito le leggi dell’atletica e ha conquistato non solo la prima finale olimpica nei 100 metri per l’Italia ma anche la prima medaglia d’oro per la Penisola nella disciplina, togliendosi di mezzo stati come Giamaica e Stati Uniti, padroni della specialità.

Solo pochi minuti prima Gianmarco Tamberi era andato a riprendersi quanto gli era stato tolto cinque anni prima, quando l’infortunio gli aveva impedito di presentarsi alle Olimpiadi di Rio 2016. Il saltatore azzurro, però, è protagonista di un fatto che resterà nella storia dello sport. “Mezzabarba” e Mutaz Essa Barshim sono entrambi a 2.37 con tre nulli a 2.39, l’atleta del Qatar allora si rivolge all’arbitro e chiede se possono vincere entrambi l’oro invece di fare il salto aggiuntivo per decretare il vincitore. Il direttore di gara risponde in tono affermativo, Barshim allora si volta verso “Gimbo”: “Let’s make history, friend” e in un abbraccio gioioso l’atleta tricolore sceglie di vincere l’oro in maniera ex aequa con il suo rivale. Poi solleva il gesso, quello dell’infortunio di cinque anni prima, quello con la scritta “Road to Tokyo 2020” e piange ripensando all’obiettivo che si era prefissato per ripartire e che coraggiosamente ha conquistato. Un oro che galvanizza anche Jacobs, una vittoria che carica il centometrista e che lo rende l’uomo più veloce del mondo. Si abbracciano anche Marcell e Gianmarco, nascondendosi poi sotto la bandiera dell’Italia, godendosi il momento, solo loro perché è loro quel momento d’oro. Il salto di Tamberi ha capovolto il mondo: un abbraccio tra avversari, un oro condiviso, un italiano che vince i 100 metri. Nel frattempo a qualche latitudine di distanza parte il Gran Premio d’Ungheria di Formula 1 e alla prima curva succede il patatrac. Bottas arriva lungo e causa uno strike, Stroll sbaglia l’ingresso in curva e causa il secondo incidente. Si salva solo Hamilton che, però, sbaglia la scelta delle gomme alla ripartenza e dopo un solo giro la griglia di partenza è capovolta, sì anche questa. Davanti si trova un disabituato Ocon che, però, guida con cura e attenzione, non sbaglia niente e trionfa – a 24 anni – per la prima volta in carriera. Dietro di lui il veterano Vettel, protagonista poche ore prima di essersi presentato con maglia e mascherina arcobaleno e la scritta “Same Love”, in difesa dei diritti LGBTQ, in protesta alle leggi anti-Lgbtq+ del governo ungherese. Hamilton, in rimonta, è terzo ma la scena è tutta del giovane Ocon e di Vettel, quest’ultimoportatore di messaggi positivi grazie allo sport. Proprio come Barshim e Tamberi, capaci di valorizzare la vera bellezza dello sport. Ci spostiamo ancora di qualche chilometro tornando al giorno prima in Spagna, alla Clasica di San Sebastian, dove – a sorpresa – Neilson Powless mette tutti. Prima vittoria da professionista per lui, proprio come per il pilota Esteban Ocon. I big di giornata si guardano, si studiano, non si muovano e l’americano ne approfitta in discesa, poi in volata è il più bravo a realizzare il sogno di quando era bambino. Il corridore della EF, proprio come Tamberi e Barshim, proprio come Ocon e proprio come Jacobs ha saputo ribaltare il mondo.

A volte lo sport sa essere così bello, a volte lo sport sa davvero sorprenderci, a volte sa davvero capovolgere il mondo.

Stefano Rossi

 

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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