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Confesercenti: “Twenty-Aspiag? Nessun tavolo senza il commercio di vicinato”

Reazione dell’associazione di categoria alla proposta di liberalizzazione dei megastore. “La loro costruzione riguarda il futuro di tutti i cittadini, non di pochi colossi. Ingiusto pensare di risolverla ad un tavolo ristretto”.

Il commercio di vicinato non ci sta a fare la comparsa. Anche perché comparsa nel tessuto urbano della città di Bolzano non lo è affatto. La notifica ricevuta mercoledì scorso dalla Podini Spa sull’avvio del procedimento che porta all’emissione dell’ordinanza comunale di demolizione dell’ala nuova del Twenty ha riaperto il vaso di Pandora della discussione politica (e legislativa) sulla presenza dei centri commerciali in città. 

La buca di Aspiag per sotterrare l’ascia di guerra chiedendo un sostanziale liberi tutti delle licenze ha fatto sobbalzare dalla sedia Confesercenti. “Questo tema riguarda tutta la città e il suo sviluppo. È di tutti i bolzanini” commenta la presidente Elena Bonaldi. “L’idea che si possa pensare di risolverla ad un tavolo ristretto ad amministrazioni e qualche stakeholder significa escludere i cittadini dallo sviluppo della loro Bolzano. Non può passare il messaggio che il futuro di una comunità venga tratteggiato ad un tavolo aperto solo a chi ha più mezzi. Va ascoltato, sentito e pesato anche il giudizio di quei piccoli imprenditori che animano le strade dei nostri quartieri tutti i giorni. Il grande compromesso che vuole tutti liberi è un cappio che viene messo loro al collo senza che possano nemmeno dire la loro”. 

“Prima di tutto il rispetto delle regole”

La posizione dell’associazione, dunque, è di un lavoro condiviso e ragionato per uscire dall’empasse. A Sarajevo, durante la guerra, un artista divenne famoso perché dalle schegge delle bombe creava delle sculture. L’idea è la stessa: uscire da una battaglia simile con un’anima commerciale bolzanina migliore. Senza che, nella battaglia tra colossi, rimangano schiacciati i più piccoli. “Prima di tutto – precisa Bonaldi -Confesercenti è per il rispetto delle regole e della legalità. Questa situazione, tra le altre cose, ci deve restituire elementi meglio definiti anche sul piano normativo: regole chiare pretendendo che tutti le rispettino. Non siamo nè per la demolizione del Twenty nè per la sua salvezza: siamo per il rispetto dell’impianto normativo. Avevano stabilito la realizzazione di un solo centro commerciale per il territorio. Rispettino questo presupposto. Sarebbe stato meglio fosse realizzato in un posto più lontano dai negozi di quartiere ma questo è un tema ormai più lontano nel tempo rispetto al pericolo di una moltiplicazione che ci pone l’attualità”. 

“Ora rischia anche Laives”

Proviamo ad entrare più nel dettaglio delle preoccupazioni legate alla liberalizzazione del commercio in Zona Produttiva. “L’ovvio riflesso è un travaso della clientela dai quartieri al megastore. Per Europa Novacella il Twenty ha impattato con circa un -35% del fatturato. In via Buozzi andrebbe a colpire in parte Bolzano ma soprattutto Laives, la Bassa Atesina, Terlano, l’Oltradige ed Appiano. E’ una facile proiezione guardando la vicinanza con questi territori”. 

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