Trattori pericolo mortale? “Non con la cintura allacciata”

Trattori in sicurezza con Georg Huber
Georg Huber, istruttore di guida sicura al Safety Park

I trattori sono tristi protagonisti di una serie di incidenti mortali in Alto Adige. Uno al mese. Abbiamo incontrato Georg Huber, istruttore di guida sicura di mezzi agricoli al Safety Park, per capire come e quando siano pericolosi

Un morto al mese. E’ questo il terribile bilancio degli incidenti con i trattori in Alto Adige da giugno ad oggi. Troppe croci e troppe vite schiacciate sotto il peso di questi mezzi agricoli che sono il miglior nemico dei contadini: preziosi ma anche pericolosi se non si seguono precauzioni ed esperienza (e qui trovate solo alcuni casi di cronaca). Concetti che l’istruttore Georg Huber spiega continuamente nei suoi corsi di guida sicura al Safety Park. Con lui cerchiamo di capire meglio il perché di così tanti incidenti.

Huber, ha visto che sequenza drammatica di incidenti?
“Purtroppo sì ma ci sono dei fattori che vanno tenuti in considerazione e che rendono questo dato meno sorprendente. Pur con tutto il rispetto del caso. In Alto Adige in queste settimane abbiamo davvero tantissimi trattori in movimento su un territorio che è in larga parte irregolare. Non è la pianura per intenderci. E poi c’è la troppa sicurezza insita a chi ha esperienza”

I RISCHI PIU’ DIFFUSI

Non dovrebbe essere un fattore positivo l’esperienza?

“Lo è solo quando la si valorizza. L’aggiornamento continuo sui mezzi, per esempio, è necessario così come un corso di guida sicura. Quando accompagno contadini esperti sui percorsi off-road che abbiamo al Safety Park sono tantissimi quelli che, alla fine, mi sussurrano di essere sempre stati fortunati. Bisogna essere capaci di capire prima dove può nascondersi il pericolo e allenare la capacità di interpretare le leggi della fisica. Oltre una certa pendenza il mezzo si ribalta. Tremendo ma banale”

Però, insomma, quando si percorre lo stesso campo o frutteto da anni…

“Non cambia nulla. Non parliamo di asfalto ma di terreni sconnessi, ripidi e passibili di continui mancamenti. E’ proprio quella l’esperienza che tradisce: la grande sicurezza di essere padroni del mezzo e della situazione. Quante sono state le vittime anziane? Tante purtroppo”

La sensazione di chi non conosce bene la vita agricola è che ogni incidente in trattore sia fatale.

“Questo è un altro errore di percezione. Su un trattore con cabina, roll bar e cintura allacciata è davvero molto improbabile di incorrere in un incidente mortale. Posto che nessun mezzo di trasporto o lavoro è a rischio zero posso dire che la cintura salva praticamente sempre. E’ anche intuibile come rimanendo bloccati sul posto di guida sia quasi impossibile finire sotto il peso di motore e carrozzeria. Anche all’interno della cabina chiusa è improbabile scivolare sotto le gomme o la parte anteriore. Non dico che non ci si faccia male, anzi. Le botte possono comunque arrivare. Però non si muore”

LE NORME NECESSARIE

La legge cosa dice?

“Che bisogna allacciare le cinture e montare il roll bar oppure la cabina. La cintura, però, è indispensabile. Senza entrare nel dettaglio dei singoli incidenti che sarebbe inopportuno e indelicato va detto che spesso gli esiti mortali sono legati proprio a questo dettaglio trascurato. Come in auto d’altronde”

Che patente ci vuole?

“Per guidare il trattore è sufficiente la patente B come per l’automobile. Dai sedici anni è possibile guidare i piccoli trattori senza rimorchio purchè in possesso della patente A1 come per gli scooter. In entrambi i casi per ottenere l’abilitazione bisogna affiancare al documento di guida un corso come i nostri che prevedono 8 ore per chi ha un’esperienza inferiore ai due anni e degli aggiornamenti di 4 ore ogni cinque anni. Non esiste, invece, un obbligo di revisione periodica per i veicoli e qui il legislatore dovrebbe intervenire in fretta”

Com’è la sensibilità in Alto Adige verso il tema della sicurezza?

“Grazie anche alla collaborazione con il Bauernbund abbiamo la fortuna di portare nei nostri corsi davvero tanti giovani e questo è davvero positivo. E’ più complicato, invece, andare ad intercettare e coinvolgere gli adulti e gli anziani.  Ci vuole tanta sensibilizzazione perché il trattore è pericoloso solo se si pensa di conoscerlo troppo bene sottovalutandolo”.

Alan Conti

Foto copertina Pexels