Tamponi, protocollo e distanze: in Alto Adige riprende (a singhiozzo) lo sport giovanile

BOLZANO. Interpretazioni, dubbi e situazioni incomprensibilmente differenti pur con condizioni identiche. Nella giungla delle norme anti Covid che ha inghiottito molte attività economiche finisce anche lo sport giovanile. Una babele composta da scelte differenti, squilibri tra sport diversi, dubbi e protocolli articolati tra legittima sicurezza ed inutili complicazioni. La sensazione è che, almeno fino a quando non arriveranno norme più chiare, il panorama giovanile sia molto confuso. L’architrave di tutte le differenze è l’interesse nazionale: semaforo verde a chi ha sbocco verso competizioni italiane (o di scala superiore) e rosso verso tutti gli altri. Ma anche qui la distinzione è meno netta del previsto. Abbiamo preso alcuni casi specifici.

Basket. La società Olimpia Bolzano ha annunciato sui propri social la ripresa degli allenamenti per i ragazzi dall’under 16 agli esordienti (sostanzialmente per i nati dal 2010 a salire). A confermare questa scelta è il presidente Mauro De Pascalis che scuote anche l’ambiente. “Per questi ragazzi lo sport ha un valore educativo e sociale fondamentale. Un ruolo cui, inspiegabilmente il Coni e alcune federazioni hanno abdicato. Soprattutto il Coni, anche locale, non ha fatto nulla a difesa di un valore per noi fondante”. Allenamento una volta la settimana per tutte le squadre, dunque, con il principio della rotazione e regole precise. “Gli esercizi vengono eseguiti con distanziamento, i gruppi sono definiti senza spostamenti tra una squadra e l’altra con l’aggiunta di ovvie sanificazioni e dispositivi di sicurezza. Previsto anche il tampone negativo di almeno 72 ore prima dell’allenamento. Una misura che effettivamente crea delle difficoltà ma che rispettiamo con un patto educativo meraviglioso che abbiamo fatto con i genitori”.



Volley. Il Neruda è la società di punta della pallavolo femminile e la partecipazione al campionato nazionale di serie B2 è stata la chiave per salvare molte ragazze. “La nostra Under 17 ha moltissimi elementi in comune con la prima squadra” conferma il presidente Fabio Varesco. “Questo ci ha consentito di non fermare mai gli allenamenti. Sempre nel massimo rispetto di tutte le disposizioni governative e provinciali”. La preoccupazione, semmai, arriva per le bambine più piccole. “Il mini volley è fermo. Parliamo di bimbe che frequentano la scuola primaria e che non possiamo far allenare. Solo noi ne contiamo una trentina. Se il blocco dovesse perdurare siamo sinceramente preoccupati di perderle. In parte perché cambiano sport e in parte perché smettono di fare qualsiasi pratica sportiva. Questo è l’aspetto più critico. Dobbiamo evitarlo”.



Calcio. Chi vive una situazione surreale è il calcio giovanile. Via libera ad alcuni sport indoor come, appunto, basket e volley ma non agli allenamenti su campi all’aperto del calcio. “Il nostro – interviene Aldo Pallaoro, mister delle giovanili del Voran Leifers – è uno sport dove il confine tra professionismo e dilettantismo è molto più netto rispetto ad altri. La sfida giovanile di hockey tra Lana ed Egna ha valenza nazionale, per esempio. Nel calcio non è possibile. La Figc ci aveva girato il proponimento della Provincia di riaprire gli allenamenti in contemporanea con il ritorno alle lezioni in presenza delle scuole medie. Per ora, però, questo non si è verificato. E’ anche molto complicato trovare medici disposti ad effettuare tamponi ai ragazzi ogni 72 ore. Hanno giustamente altro da fare. Forse si potrebbe tenere come validi i test che saranno effettuati per le scuole. Sarebbe un aiuto”.

Alan Conti

Foto Maia Dentis Neruda Bolzano

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

Alan Conti has 5663 posts and counting. See all posts by Alan Conti

Are you sure want to unlock this post?
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?