Tamponi effettuati dalle segretarie del medico: denunciati in tre

Nuovo intervento da parte dei carabinieri del Nucleo Antisofisticazione di Trento nell’ambito dei controlli per il green pass. Stavolta, tuttavia, le circostanze vanno decisamente oltre la sanzione amministrativa prevedendo una denuncia per il reato di esercizio abusivo della professione. Una violazione che può essere punita con la reclusione da sei mesi a tre anni oltre ad una multa variabile da 10.000 a 50.000 euro.

Il Nas, dunque, assieme agli uomini delle stazioni di Brunico e San Candido hanno denunciato in stato di libertà tre persone dopo un’ispezione presso un locale a San Candido effettuato ieri mattina. All’interno operavano due donne, entrambe segretarie, in quello che era a tutti gli effetti un centro di rilascio di green pass con screening e tamponi. Peccato che le signore, una pusterese di 31 anni ed una cittadina austriaca di Lienz di 20 anni, non avessero alcuna abilitazione per svolgere questo tipo di esami. Non avevano le competenze per eseguire i tamponi faringei e tantomeno per effettuare le successive analisi necessarie al rilascio della certificazione verde che veniva anche sottoscritta.

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Per entrare nel sistema predisposto dall’Azienda Sanitaria per la registrazione utilizzavano le credenziali regolarmente in possesso del medico che è anche il loro datore di lavoro. Non è possibile, tuttavia, avvalersi di collaboratori non sanitari per queste operazioni. Impossibile capire quali tamponi siano stati effettuati dalle segretarie (irregolari) e quali invece dal dottore (regolari) ma, in ogni caso, già da oggi scadranno.

Il locale è di proprietà di un medico di 51 anni residente ad Ausservillgraten in Austria che lo aveva affittato per lo svolgimento di alcuni corsi di formazione. Evidentemente in quello spazio accadeva anche altro. I Nas, chiaramente, hanno subito informato l’Azienda Sanitaria e la Procura della Repubblica per tutte le conseguenze del caso.

Le indagini dell’Arma, infine, in queste ore si stanno concentrando anche su quei sanitari No Vax sospesi dal servizio che continuano, tuttavia, ad effettuare tamponi con test comprati al libero mercato rilasciando certificati che non possono rilasciare.

Alan Conti

Foto Carabinieri