Stemma di Bolzano: ancora oggi rappresentati da Asburgo e Chiesa

Lo stemma di Bolzano ha una storia molto particolare collegata alla casa degli Asburgo e al rito mariano. La stella a sei punte, tuttavia, nasconde alcune scintille storiche tra Austria ed Italia

Ogni Comune d’Italia ha uno stemma che lo rappresenta e Bolzano non fa eccezione. Quante volte, passeggiando in prossimità del Municipio, o leggendo i documenti ufficiali, abbiamo visto il piccolo scudo bianco con la fascia rossa e la stella a sei punte? Ma quanti di noi conoscono l’origine dello stemma? E soprattutto, quante persone sanno veramente cos’è e come si legge uno stemma araldico? Tranquilli, ve lo spiegheremo noi passo per passo.

COSA E’ L’ARALDICA?

Innanzitutto, bisogna dire che la scienza dell’araldica nasce in Europa, più o meno intorno alla fine dell’XI secolo. L’avvento di armature e di elmi che rendevano difficile il riconoscere alleati e nemici durante una battaglia rese indispensabile la creazione di un metodo che permettesse di capire contro chi combattere. Si iniziò quindi a dipingere sugli scudi delle figure (geometriche, floreali o animalesche) con colori vistosi. Nel corso dei secoli si iniziò ad utilizzare questi simboli non soltanto in battaglia, ma come stemmi della propria casata, come espressione di identità individuale (una persona poteva avere un suo proprio stemma) e familiare.

Alessandro Barbero spiega l’araldica

Se all’inizio solamente i grandi signori possedevano uno stemma, a partire dal XIII secolo cominciarono ad utilizzarli anche le persone comuni, i non combattenti, i ricchi borghesi, le categorie professionali; e, dalla fine del XII secolo, anche le città. Non dobbiamo pensare che l’araldica fosse un’arte snob ed elitaria, come purtroppo una certa cultura storica ha portato avanti nel coso degli anni.

LO STEMMA DI BOLZANO ARRIVO’ NEL 1381

La città di Bolzano ricevette la possibilità di avere un suo stemma personale il 25 agosto del 1381, quando il duca Leopoldo III d’Austria le concesse questo speciale permesso, oltre che di avere un suo consiglio comunale. La prima rappresentazione scritta del nuovo stemma giunta fino a noi la si può ritrovare in un libro di contabilità civica dell’anno 1471, scritto dal borgomastro Konrad Lerhueber.

La fascia rossa rimanda ai colori della casata degli Asburgo (scudo con fascia rossa), mentre la stella a sei punte è, molto probabilmente, un rimando all’iconografia mariana, quale protettrice e patrona della chiesa parrocchiale cittadina. Durante il periodo fascista la stella venne modificata e le punte ridotte a cinque, per assimilarla alla stella d’Italia ed eliminare così ogni rimando all’Austria. Nel 1968, con una delibera, il consiglio comunale votò affinché il numero di punte della stella tornasse a sei.

COME SI LEGGE UNO STEMMA?

Ma come si “legge” uno stemma? Nonostante quello della città di Bolzano sia molto semplice, nel corso della storia vennero a crearsi numerosi stemmi molto complicati, anche a causa degli intrecci familiari tra le varie casate nobili e regnanti d’Europa.

Ma procediamo con calma, e vediamo lo stemma della nostra città che troviamo in molti edifici.

Lo stemma di Bolzano

Quando si deve leggere uno stemma, si parte sempre dallo “sfondo”, poi si leggono eventuali figure o segni poste sopra, ed infine si prendono in considerazione immagini o figure più piccole. In pratica, quindi, la corretta lettura del nostro stemma sarà così: “D’argento alla fascia di rosso caricata di una stella d’oro a sei punte.

Lo stemma di Glorenza

Come potete vedere, la lettura di uno stemma del genere è molto semplice, e, con un po’ di esperienza, anche chi non è ferrato in materia può leggerli senza troppi problemi. Ma cosa succede quando ci si trova davanti ad uno stemma più complicato? Vediamo qui quello della città di Glorenza.

COME LEGGERE UNO STEMMA PIU’ COMPLICATO?

Come potete chiaramente vedere, qui le cose si complicano un pochino, ma non preoccupatevi. In casi come questo, cioè quando vi sono divisioni così nette, la regola per poterlo leggere è la seguente: innanzitutto bisogna dire che lo stemma è diviso in due, e per farlo so usa il termine “partito”. Si procede descrivendo il contenuto della parte sinistra, ed infine, dall’alto verso il basso, ciò che si trova nella parte destra. La corretta lettura dello stemma quindi sarà la seguente: “Partito: il 1 d’argento all’aquila tirolese uscente dalla partitura; il 2 interzato in fascia di nero, argento e rosso”.

Un approfondimento dell’araldica

Come si può vedere, uno stemma del genere può essere più complicato da leggere se non si conoscono bene le regole. Nel corso dei secoli, come già accennato prima, gli intrecci dinastici tra le case regnanti d’Europa diedero vita a stemmi araldici complicatissimi, visto che ogni volta che un membro di una famiglia importante si sposava il suo stemma andava ad aggiungersi a quello della nuova famiglia. L’araldica tuttavia, se studiata con passione e correttamente, può diventare un’arte molto affascinante.

Samuel Girolametto