Scoperti due anticorpi molto potenti contro Covid 19

MILANO. Sono due anticorpi particolarmente potenti contro Sars Cov 2 e sono stati isolati da un gruppo di lavoro dell’Università di Washington negli Stati Uniti che comprende anche l’ospedale Sacco di Milano con l’infettivologo Massimo Galli, Agostino Riva e Arianna Gabrieli. Testati sui criceti S2E12 e S2M11 (questi i nomi di riferimento scientifico) hanno dimostrato di bloccare la spike (la punta della corona) che Covid utilizza per legarsi alle cellule umane (in questo caso S2M11). Oltre a questo ostacolano in modo efficace il recettore Ace2 che funga da sostanziale chiavistello di ingresso per il coronavirus. Appurata l’esistenza con  la pubblicazione su Science, però, ora il passo successivo sarà ricrearli in laboratorio ed utilizzarli come anticorpi monoclonali. Un percorso che, per la verità, hanno già imboccato l’Università di Tor Vergata a Roma e la Fondazione Toscana Life Science che di anticorpi particolarmente potenti ne hanno individuati tre. La speranza è di arrivare in primavera a trattamenti molto efficaci per la terapia ma anche utili come profilassi per soggetti particolarmente a rischio contagio. “Si parte sempre dal sangue di pazienti convalescenti che abbiamo preso dall’Istituto Spallanzani di Roma e dall’ospedale di Siena – precisa Rino Rappuoli, responsabile di ricerca e sviluppo di Gsk Vaccines a Rosia (Siena) – e tra i milioni di cellule si cercano quelle che producono gli anticorpi per neutralizzare le spikes. Che purtroppo sono rarissime. A quel punto si sintetizza un gene sintetico con la sequenza trovata e si inserisce in una cellula specializzata che può produrre l’anticorpo in quantità”.



Nel caso degli anticorpi isolati dal gruppo di Washington sono stati passati in rassegna 800 anticorpi isolati da 12 pazienti guariti dall’infezione. Il loro meccanismo d’azione è stato poi studiato con un microscopio crioelettronico (tecnologia premio Nobel per la chimica nel 2017 con una specificità al 100% ed una sensibilità al 94%). Si è scoperto che i meccanismi che utilizzano per impedire al virus di attaccarsi al recettore sono diversi ed in competizione tra loro.

Il vantaggio degli anticorpi (o meglio, di un cocktail di anticorpi) rispetto al vaccino è quello di un’immediata efficacia senza aspettare uno o due mesi di risposta immunitaria con possibile richiamo. Ne servirebbero anche meno dosi essendo indicati soprattutto per malati e persone più esposte, non a tutta la popolazione mondiale. Lo svantaggio, invece, è rappresentato dal costo di diverse migliaia di euro a trattamento contro i 10-20 euro a vaccino e la limitata efficacia nel tempo (pari a solo alcune settimane).

Alan Conti

Foto Pixnio