Sanremo, vince Mahmood ma cosa ne pensano i nostri musicisti?

BOLZANO. Mahmood ha vinto, Ultimo si è arrabbiato e, con lui, una buona parte del mondo social mentre il Volo è planato placido al terzo posto. Questi i fatti con la classifica finale dell’edizione numero 69 del Festival di Sanremo andata in archivio. Una graduatori su cui, tutti, si sono sentiti in diritto di dire la propria opinione. Noi facciamo un passo indietro e lasciamo lo scenario a chi di musica se ne intende per davvero: molto semplicemente i musicisti di Bolzano e quei pochi che hanno lasciato un’impressione.

Diego Baruffaldi, per esempio, che i giovani cantanti li forma e sa riconoscere i talenti ha avuto bisogno di qualche ascolto in più prima di convincersi che il brano di Mahmood fosse valido anche se nel suo podio personale era preceduto da Daniele Silvestri e Ghemon.

Marco Cecchellero, in arte “Tachi, voce dei Polemici non commenta sui social l’esito finale ma si ferma a riflettere sulle critiche mosse al brano di Achille Lauro. Il suo “Rolls Royce” per qualcuno sarebbe un inno all’ecstasy. “Il discorso sul dover essere d’esempio ai giovani anche no. Non in quel contesto”.

Il chitarrista Francesco Montanile, dal canto suo, non ha dubbi: “Il mio vincitore per questo Festival è assolutamente Ultimo”. Non si può perdere, invece, il racconto surreale di Roberto Tubaro sul Festival della Canzone Italiana a….Bolzano.

Daniele Silvestri è tra le grazie anche del cantante Emilio Insolvibile che parla di “pelle d’oca” dopo “Argento Vivo”.

Walter Eschgfaeller, da anni titolare del negozio Disco New, già si proietta sull’Eurovision in una dimensione mondiale con il contest di Tel Aviv.

Insomma nel clamore sei social moltissimi artisti altoatesini hanno preferito defilarsi senza unirsi al coro, forse stonato, di chi per forza deve dire la sua.

Alan Conti

 

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