Carabinieri, nuovo comandante Rivola a Bolzano: “Priorità al contrasto della delinquenza giovanile”

Al comando provinciale altoatesino si presenta il nuovo comandante provinciale colonnello Raffaele Rivola: “Dobbiamo agire sui ragazzi che delinquono non solo accertando i reati ma lavorando sulla prevenzione”

“Arrivare a Bolzano é come coronare un sogno”. Si presenta così il nuovo comandante provinciale dei Carabinieri Raffaele Rivola arrivato da una settimana al vertice della caserma di via Dante a Bolzano sostituendo Cristiano Carenza (che abbiamo lungamente intervistato in questo articolo). Colonnello di 44 anni originario di Ravenna e con una solida esperienza alle spalle sia in Italia sia in delicati scenari internazionali. “La comunità mi ha accolto a braccia aperte, a partire dal comandante della Legione Marco Lorenzoni dandomi tutto il supporto per iniziare. Stessa disponibilità l’ho registrata dalle istituzioni. Quando ero bambino trascorrevo interi mesi estivi in questa terra, in particolare in Alta Pusteria nella zona di Dobbiaco, e sono davvero molto contento di rimanerci con più continuità e con la possibilità di conoscerla a fondo. Ci sono sempre tornato anche da adulto, talvolta solo per qualche giorno estivo quindi si tratta luoghi che amo davvero profondamente. Il che mi fa avvertire ancora di più la responsabilità del mio incarico”. Ruolo che lo porterà a dirigere nove compagnie e decine di stazioni altoatesini. “In alcuni luoghi siamo l’unica forza dell’ordine e questo ci impegna ad essere sempre presenti e capaci di ascoltare la comunità”.

Un momento della conferenza stampa a Bolzano con il comandante Rivola ed Alessandro Coassin (Foto Bz News 24)

IL NODO DELLA DELINQUENZA GIOVANILE

Uno dei primi nodi da affrontare sarà quello delle baby gang. “Ci sono frequenti segnali di insofferenza verso chi deve garantire l’ordine. Non dobbiamo limitarci al semplice accertamento dei reati ma dobbiamo spingere sulla prevenzione. Stiamo già svolgendo un’analisi in quest’ottica consapevoli di dover agire in coordinamento con le altre istituzioni come quelle preposte all’istruzione dei giovani. I comportamenti devianti vanno individuati per tempo”. Intanto il sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi ha scelto la via delle ordinanze: “La regolamentazione serve a chiarire il quadro ma, ripeto, dobbiamo andare a concentrarci anche sui percorsi che portano al reato che va poi chiaramente accertato”.

Da affrontare pure lo spaccio che pare allargarsi. “Anche in questo caso stiamo svolgendo con il reparto operativo un’analisi degli episodi e dei comportamenti per determinare meglio i servizi preventivi in termini di fasce orarie e luoghi di intervento. Conosciamo chiaramente il parco Stazione di Bolzano o il lungo Talvera ma non sono gli unici: vogliamo arrivare anche alla radice di questi flussi. Cambieremo di volta in volta la nostra organizzazione per renderla più aderente alla necessità della popolazione. Se opportuno anche quotidianamente”. Operazioni specifiche saranno dedicate alla radicalizzazione della violenza. “Non dobbiamo pensare che siano fenomeni distribuiti soprattutto nei grandi centri perché sono spesso le piccole realtà ad essere scelte per questo tipo di estremizzazioni religiose. Tutto, come noto, avviene in rete ed è soprattutto lì che avremo in particolare un presidio fisso. Non significa che ci sia un allarme ma solo garantire un controllo costante”.

LA VITA PRIVATA E LA CARRIERA DI RIVOLA

Rivola è sposato con due figli di 6 e 7 anni ed un curriculum parecchio denso per avere appena 44 anni. “Tutta la mia famiglia è molto contenta di essere qui. I bambini dovranno imparare bene l’italiano e il tedesco a scuola dopo l’ultima mia esperienza ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti dove studiavano inglese. È una bellissima opportunità anche per loro”.

La direzione di due compagnie territoriali in Calabria (Tropea e Taurianova che gli è valsa anche una cittadinanza onoraria come trovate raccontato qui), inoltre, ha permesso a al nuovo comandante provinciale di approfondire le competenze investigative. Ampia anche la collaborazione nel Reparto anti terrorismo con diversi periodi all’estero in aree di operazione in Afghanistan, Iraq e nei Balcani. “Nel 2011 è stato un periodo complicato in Afghanistan per la recrudescenza degli attacchi di terrorismo da parte dei Talebani. Rimane uno degli scenari più complessi come abbiamo appreso anche in queste settimane”.

Negli ultimi tre anni ecco l’esperienza ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti come addetto aggiunto per la Difesa presso l’Ambasciata: “E’ stato un periodo da gestire con delicatezza per via delle tensioni sul Golfo ma anche per il quadro generale della situazione geopolitica. Mi sono confrontato con molte culture diverse avviando un dialogo molto forte con attori internazionali di livello. Opportunità che mi hanno dato una visione ampia delle possibili declinazioni del concetto di sicurezza. Diversi spunti che potranno essermi utili anche qui”.

Alan Conti

Foto Bz News 24