Psicoweb. Cosa è davvero un influencer?

Cosa sono gli influencer?

E’ la domanda da un milione di dollari che tutti ci siamo fatti almeno una volta da tre anni ad oggi.
Come hanno fatto ad arrivare dove sono?
Può essere considerato un lavoro ?

Ok, calma e facciamo un passo indietro.

Fin dalle epoche più remote sono sempre esistite quelle persone alle quali le masse si ispiravano. Individui che avevano il potere di influenzare gli altri nelle proprie scelte, optando per uno stile o per un altro. Se la regina era amata e sceglieva solo abiti realizzati con quella stoffa, da quel sarto, molto probabilmente le signore del regno si recavano nel atelier in questione per poter “essere come la regina”.

Sembra assurdo vero?

Oggi è un concetto molto più radicato e difficilmente ci si può sottrarre. Le tecniche sono molto più subdole ed il risultato è esplosivo.
Quanti di noi oggi o in gioventù hanno manifestato il desiderio di acquistare quella scarpa? Quello smartphone? Quel giacca?
Una volta erano molto più utilizzati i testimonial. Quei personaggi famosi che, indossando quel paio di scarpe, avrebbero generato “la necessità all’acquisto”. Mi ricordo alle medie quando senza le “Jordan” prodotte da Nike non si poteva vivere. Oggi i testimonial hanno un peso molto più relativo. È più difficile che qualcuno sia spinto all’acquisto perché “lo indossa il calciatore ” o perché “lo pubblicizza Quella cantante in televisione”. Oggi tendiamo ad essere diffidenti e se il personaggio famoso mi consiglia di comprarlo è perché viene pagato. Molto. Pertanto difficilmente avrà la nostra completa fiducia.

Come si può allora, riconquistare la fiducia del pubblico?
“TADAAAAAA!! – direi ad un cliente che vuole rendere visibile il suo brand – con l’influecer marketing!” Solo nel 2018 in Italia il giro d’affari relativo a questo tipo di comunicazione è stato di 180 milioni di euro.

Pensate a Chiara Ferragni. (Come chi é !?)
Ha iniziato facendo “la blogger”: scrivendo il suo modo di vedere le cose. Come si truccava, quali prodotti preferiva e, così facendo, ha annoverato sempre più seguaci.
Col passare del tempo, collezionando decine di migliaia di follower, é diventata a tutti gli effetti un’influencer. Come lei, moltissime persone nel mondo si sono distinte su Instagram, Facebook, Youtube, influenzando letteralmente le masse di seguaci e cambiando, di conseguenza, le regole del mercato.
Il potere del web é immenso se usato bene.
Torniamo ora alla nostra Chiara Ferragni, che, mentre leggete questo articolo, conta i suoi oltre 16 milioni di follower solo su Instagram. Fortunatamente per lei vanta seguaci che pagano 650 euro per assistere dal vivo la visagista che la trucca. O ancora disposti a spendere 8 euro per una bottiglia d’acqua con il suo nome. Sinceramente se domani la nostra Chiara ci proponesse dalla sua pagina Instagram una crema particolare ci affanneremmo a comprarla “perché l’ha testata lei è quindi ci fidiamo” oppure perché viene pagata milioni per dirlo? Rispondete onestamente.
Ecco che l’influencer in questione perde la sua credibilità iniziale, di quando era solo “Chiara” appassionata di trucco. Ora non è più influencer, è diventata una “testimonial”.

Ecco come funziona oggi:

Se il mio amico mi dice che quel prodotto è valido mi fido. Punto.
Se quel ragazzo simpatico e competente che seguo su Instagram mi dice che sta provando quel frullatore, e si trova davvero bene, tendo a fidarmi.
Perché? Perché non è “famoso”.
Perché sicuramente ha veramente provato quel prodotto e si è trovato bene.
La credibilità si acquisisce giorno dopo giorno, con la costanza di dire la propria opinione sul web e farsi apprezzare per questo.
Arriverà un’azienda a proporre il suo prodotto a quell’influencer sapendo che é molto seguito sui social? Ovviamente si. L’azienda sa benissimo che chi lo segue tende a fidarsi e sarà molto più propenso a seguire il consiglio di acquistare. Le maggiori industry investono da anni nell’influencer marketing. Settori come food, beauty, travel, tech vanno da sempre per la maggiore.

L’influencer marketing é dunque una forma di comunicazione che si avvale dell’influenza di persone popolari in ambito social ma non famosi a livello mondiale, incentrata sulla creazione e distribuzione di contenuti originali che hanno l’obiettivo di rendere i brand e i loro prodotti attraenti agli occhi dei follower.

L’influencer oggi è considerato a tutti gli effetti un lavoro, sicuramente ben retribuito, ma sempre e solo per chi lo sa fare veramente bene.

I requisiti per essere considerato tale ed essere notato dalle aziende?

-Non meno di 10.000 follower su almeno un social
– Non meno di un post al giorno, con foto e/o video
– Non meno di un post per almeno 3 social network.

Niente di brutto dunque, solo marketing.

Luca Vaccarino

Web Consultant Italiaonline


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