Provincia di Bolzano durissima con Roma: “I loro dati non sono veritieri, avanti con le nostre norme”

BOLZANO. Ecco le dichiarazioni del presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher e dell’assessore alla sanità Thomas Widmann durante la conferenza stampa di oggi dopo la classificazione in zona rossa dell’Alto Adige.

ARNO KOMPATSCHER: “Sono rimasto molto sorpreso dalla comunicazione del ministro Roberto Speranza questa mattina. Gli ho riferito come fossi sconcertato e lo stesso Speranza si è detto stupito di questo balzo da giallo a rosso. A quel punto ci siamo riuniti come giunta e abbiamo chiesto alla nostra Azienda Sanitaria di prendere posizione su questa disposizione perché quello che sapevamo noi dai report quotidiani era una rappresentazione della realtà totalmente diversa. Abbiamo chiesto questa presa di posizione che è arrivata in raccordo con l’assessore competente Thomas Widmann. Ho chiesto un nuovo confronto con Cts e Istituto Superiore della Sanità con una lettera. L’Asl, sostenendo come la situazione sia sotto controllo, ci ha inviato una nota dove indica che nulla osta al mantenimento della regolamentazione attuale. Quella della zona gialla. La mia ordinanza di questa sera manterrà dunque il regime attuale mentre chiederemo al Cts di riportarci in zona gialla. Continueremo anche a monitorare la situazione ogni giorno perché siamo consci della situazione e consapevoli della presenza di varianti che possono fare gravi danni. Sarà l’Azienda Sanitaria ad indicarci i rischi”.

THOMAS WIDMANN: “Sono deluso ed arrabbiato perché penso che la burocrazia romana è lenta e non accetta i dati veri che noi forniamo. Se si testa di più è ovvio che si hanno più positivi: allora a questo punto basta non testare e non rientriamo nelle zone rosse. Peccato che poi non riusciamo a rompere le catene di trasmissione. Abbiamo il 37,1% dei tamponi positivi sul totale degli effettuati ma il protocollo nazionale ci impedisce di aggiornare questi dati inserendo i test rapidi e antigenici giornalieri che facciamo ogni giorno. Parliamo di 11.000 test al giorno. L’83% dei testati Pcr dopo la positività ai tamponi rapidi risulta nuovamente positivo ma torna nella statistica nazionale. Per rendere subito disponibile il servizio sanitario ai cittadini alcuni letti svuotati da pazienti Covid vengono riportati in altri reparti ma vengono fatti sparire dalla dotazione su cui Roma calcola la percentuale di riempimento dei posti letto: se inserissero anche questa quantità saremo sempre sotto la soglia del 40%. Passiamo all’Rt: oggi è arrivato il dato di 1,5. La scorsa settimana è lo 0,81. Noi abbiamo uno scienziato che dice che siamo ad 1,20 (scienziato di cui Widmann non fa il nome) e il nostro biostatistico Falk ci pone a 1,08. I dati veritieri non sono quelli del ministero. Non è possibile che noi siamo rossi ed altre regioni in condizioni molto più gravi delle nostre sono ancora gialle. Non dico che i nostri dati vanno benissimo ma, al momento, non possiamo accettare questa classificazione”.

Temete una impugnazione?

K: “Il ministro è stato molto disponibile fornendomi tutti i contatti possibili per confrontarci con Cts e Iss. Se ci fosse l’impugnazione vabbè, l’affronteremo. Noi siamo certi di riuscire a convincerli della bontà della nostra strategia”.

Il vostro contestare i dati del ministero non va a creare un precedente per altre regioni?

K: “Ci sono già state altre situazioni in precedenza dove qualche regione ha voluto confrontarsi con il governo. I 21 criteri sono tutti scientifici, i dati sono matematici ma va anche analizzato da dove arrivano questi dati. Widmann ha spiegato in modo chiaro quali incongruenze ci siano. Chiediamo un confronto costruttivo ed aperto al dialogo. Le cose sono banali: abbiamo meno pazienti di terapia intensiva di altre regioni gialle e una situazione di ospedalizzati che non è sopra la soglia. I dati vanno rapportati alla realtà: non c’è nulla di male a chiedere a questo”.

Non eravate già a conoscenza di questi parametri? Perché non siete intervenuti prima di ora?

K: “A dire il vero lo abbiamo già fatto in varie sedi, compresa la Conferenza Stato Regioni. Ci sono aspetti che paiono un invito a testare di meno per non cambiare colore. Lo stesso ministro Speranza lo ha riconosciuto. L’idea delle fasce l’ho sempre condivisa ma il tema cruciale è di evitare il rischio di comparare le mele con le pere. I nostri rilievi non sono politici ma tecnici”

W: “Logico che i dati sono scientifici ma va anche detto che nessuna Regione sa con esattezza la formula con cui viene fornita la classificazione cromatica. Al di là della scienza sappiamo che ciò che fa crollare il sistema sono le terapie intensive e i posti letto ma non è possibile che noi con dati più bassi di altre regioni in questa categoria siamo rosse mentre altri, con valori più alti, sono gialli”

Cambierà qualcosa per bar, ristoranti o negozi?

K: “No, l’ordinanza manterrà l’assetto uguale. Ripeto, parliamo di una questione tecnico-sanitaria, non politica”

Com’è possibile che non sappiate quale dato incida sulla classificazione cromatica?

W: “No, i criteri li conosciamo. Se noi non facessimo test antigenici andremo meglio. Veniamo puniti perché testiamo di più. Dobbiamo capire che la base dei dati delle varie regioni non è sempre la stessa”

Apriranno anche i musei?

K:”No,  su indicazione dell’Asl rimarrà il regime in essere. Niente musei. Ci saranno solo due misure più restrittive per evitare l’asporto creativo di chi prende lo Spritz al bar bevendolo poco vicino dopo le 18. Ci saranno anche delle misure più stringenti per i punti di ristoro nei pressi delle zone sciistiche dove si trovano le piste da slittino e da fondo. Non è il momento di ampliare ma non è nemmeno il momento di chiudere. La situazione non è peggiore di qualche settimana fa. Questo dice l’Azienda Sanitaria”

Chiariamo la differenza tra Rt pubblicati dal ministero e quelli della Provincia…

W: “Questo dovrebbe chiederlo ai tecnici. Noi sappiamo che ci sono diversi modi per calcolare l’Rt e che noi siamo in diminuzione. Stiamo migliorando, non peggiorando come dice lo Stato. I letti in intensiva sono stabilizzati, lo sono anche i posti letti: dove incide questo Rt? Discutiamone. Tutti i criteri che scoraggiano i test di massa non possono essere accettabili”