Plateatici, il Walther’s ora chiama il Comune: “Troveremo un accordo”

La sentenza del Tar sulla terrazza del Walther’s riaccende la discussione attorno ai plateatici di Bolzano. La Soprintendenza ribadisce la necessità di nuove regole comuni mentre le associazioni di categoria rimangono in attesa di convocazioni

La terrazza installata dal “Walther’s” in piazza Walther a Bolzano è stata bocciata dal Tar che ha confermato la linea della Sovrintendenza Provinciale ai Beni Culturali: troppo impattante per concedere l’annullamento della sospensione come richiesto dai gestori del locale. Ora bisognerà capire quali saranno le conseguenze pratiche per un caso che è diventato quantomai simbolico nella gestione dei plateatici da parte del Comune.

La reazione di Franco Collesei, tra i titolari del Walther’s, è piuttosto diplomatica. “Le sentenze si accettano e non si discutono quindi prendiamo atto delle decisioni mettendoci a disposizione del Comune per trovare velocemente un nuovo accordo”. Quindi la terrazza rimane aperta? “Ora la disposizione della sentenza farà il suo iter quindi vedremo. Ripeto che ho molta fiducia di poter trovare un compromesso per il bene di tutti. Sappiamo benissimo di aver fatto un atto di disubbidienza andando ad occupare quello spazio ma sappiamo anche che la nostra battaglia è quella di tutti per trovare velocemente delle soluzioni”.

Resta che buona parte delle città italiane (tranne Venezia) si orienta verso il prolungamento delle concessioni allargate del periodo Covid mentre il capoluogo altoatesino rispolvera proprio adesso un regolamento più restrittivo. Qualcosa si era già intuito al mancato rinnovo della concessione del bar Enjoey in via Piave. “Esatto, è un atteggiamento in controtendenza. La pandemia, oltretutto, ci ha insegnato come la gente prediliga ormai restare all’esterno rispetto alle sale interne. Sono però convinto che i nostri amministratori siano perfettamente consci di questa situazione e agiscano di conseguenza con buon senso”.

LA SOPRINTENDENZA: “REGOLE COMUNI SUI PLATEATICI”

Ieri, intanto, ha parlato anche la soprintendente dei Beni Culturali Karin Dalla Torre. “Non ho ancora letto dettagliatamente tutta la sentenza quindi non posso dare dei giudizi strettamente collegati a questa vicenda ma sicuramente abbiamo sempre considerato quella terrazza troppo impattante”. Per gli esercenti la nuova struttura è “più elegante” rispetto a quella installata precedentemente ma le valutazioni del rigetto della richiesta puntano su alcune componenti in particolare.

Le dieci colonne in acciaio tubolare e la struttura ombreggiante la rendono, al contrario, maggiormente impattante. Non stiamo affrontando un discorso sul singolo ma dobbiamo considerare la questione a livello generale. Se arriva il via libera per il Walther’s allora deve essere così per tutti e possiamo anche ritrovarci con sei o sette terrazze di quel tipo. E’ sostenibile? Lavoriamo con il Comune di Bolzano e con tutti gli esercenti per cercare in serenità un aggiornamento normativo che possa essere una base comune per il futuro. In questo senso ragionare anche su singole situazioni con delle proroghe come sta facendo il Comune può essere utile. I tavoli dell’amministrazione si stanno comunque tenendo con regolarità”.

Nella sentenza del Tar, inoltre, viene ribadita la valenza della piazza come bene culturale comune. “Certo, vale anche per le strade. E’ una definizione concettuale giusta perché sono luoghi che hanno molta importanza per tutta la comunità. Chiaro che non si può mettersi a sindacare su ogni più piccolo tavolino altrimenti dovremmo affrontare migliaia di questioni in tutto l’Alto Adige ma sicuramente dare degli indirizzi precisi sulle macro strutture è importante”.

LA SITUAZIONE IN COMUNE E A CONFESERCENTI

Nel frattempo il sindaco Renzo Caramaschi ha dichiarato di volersi mettere in contatto con i titolari del Walther’s per trovare una soluzione sfruttando, dunque, il nuovo canale di dialogo proposto dal locale. Sempre in Comune il tavolo tecnico sarebbe, in realtà, ancora fermo all’aggiornamento tra funzionari interni atteso per il 13 aprile. Alle associazioni di categoria, inoltre, ancora non è stato comunicato alcun appuntamento di aggiornamento. Domattina, invece, nella sede di Confesercenti vertice tra il presidente dei ristoratori Ivan Waldner, la referente di categoria Elke Moeltner e il direttore Mirco Benetello per decidere i prossimi passi (sempre in attesa di comunicazioni dell’amministrazione).

UNIONE COMMERCIO: “TEMPI DISCUTIBILI PER RIFORMARE I PLATEATICI”

Per l’Unione Commercio è il fiduciario Thomas Rizzolli a seguire da vicino la vicenda sin dalle prime riunioni informative. “Al di là del caso singolo del Walther’s bisognerebbe valutare certamente una cornice generale delle norme ma prevedere pure la possibilità per il Comune di valutare alcune situazioni straordinarie ma meritevoli. Prendiamo i Fischbänke di Cobo in via Streiter: tanti turisti venivano apposta per vedere i colori e le scritte del suo giardino. Un lavoro artistico che viene cancellato perché con le attuali regole non è concessionabile. Siamo pieni di altri casi. Al Vigl in piazza del Grano, per esempio, vengono contestati gli oleandri troppo alti (e sono magnifici). Il plateatico di Italia Amore in via Argentieri, dal canto suo, non riceverebbe la concessione pur essendo un’opera di design studiata da un architetto. Ci vuole buon senso”.

La ratio, tuttavia, è salvaguardare la bellezza degli spazi pubblici. “La condivido. E’ giusto che si possano vedere le facciate degli edifici, che si scorgano i sanpietrini in una città che ha cubetti bellissimi o che le fioriere abbiano altezze non esagerate. Ritengo corretto, inoltre, non riportare sponsor vari sulle tele degli ombrelloni ma tutto questo discorso va portato avanti in modi e tempi compatibili con le attività. Non inserito nel frullatore delle concessioni in corso e in attesa di rinnovo. La Soprintendenza ha 180 giorni per decidere su ogni singola domanda mentre le richieste (numerose) vanno consegnate 60 giorni prima della scadenza. Il risultato è che molte attività sono in attesa da mesi. Io, per esempio, aspetto una risposta da fine ottobre: siamo ad aprile. Delle tante concessioni già rilasciate, inoltre, mi risulta siano una dozzina quelle che hanno ricevuto la proroga semestrale perché qualcosa va sistemato”.

Procede a singhiozzo il filo con l’amministrazione. “Il nuovo incontro con il gruppo di lavoro doveva essere prima di Pasqua invece slitterà sicuramente a dopo Pasqua con la stagione già iniziata. Non sarebbe stato più sensato iniziare per tempo un discorso di regole comuni concedendo, nel frattempo, un anno di rinnovi e arrivando così in maniera omogenea alle nuove regole?”. Il tutto, infine, in controtendenza rispetto al resto d’Italia che, invece, allarga i plateatici nel post Covid. “Non solo l’Italia, anche l’Europa. Da Parigi a Bologna passando per Milano o Castelletto sul Garda le porzioni di giardini o porticati utilizzati come dehors (a volte chiusi su tutti i lati) sono molteplici. Si può discutere se sia sempre adeguato o applicabile in una città medievale dagli spazi stretti come la nostra però la tendenza è quella di ricercare regolamenti che portino alla valorizzazione più che alle difficoltà di gestione”.

Foto in copertina Flickr Licenza Creative Commons

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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