Piazza Erbe, verso il rinnovo dell’ordinanza anti degrado

In piazza Erbe sarà l’ultimo weekend di controlli legati all’ordinanza sindacale. Il primo cittadino di Bolzano Renzo Caramaschi orientato a prolungare il dispositivo mentre è muro contro muro tra residenti ed esercenti

La dead line è lì, scritta nero su bianco. L’ordinanza comunale per contrastare schiamazzi e degrado in piazza Erbe a Bolzano scadrà domenica. E’ il momento, quindi, di tirare una prima riga per fare un bilancio cercando di capire cosa ne sarà di queste disposizioni. L’orientamento di massima del sindaco Renzo Caramaschi sarebbe quello di prolungare l’ordinanza ma tra residenti ed esercenti il muro contro muro è forse ai livelli più alti della (pur tribolata) storia dei loro rapporti. Due letture completamente diverse della stessa piazza.

ATTESO IL BILANCIO INTERFORZE

 “Adesso valuteremo con tranquillità” l’esordio del primo cittadino. Tranquillità relativa, per la verità, dato che l’ordinanza scade dopodomani. “Decideremo all’interno del prossimo comitato per l’ordine e la sicurezza al commissariato di governo. Valuteremo in quella sede il bilancio e le osservazioni che ci saranno forniti dalla polizia municipale in termini di sanzioni ed efficacia. Penso comunque che si possa prolungare”. La prossima riunione del comitato dovrebbe essere calendarizzata mercoledì prossimo ma non è esclusa una data anticipata in queste ore per affrontare proprio questo tema.

Nel frattempo la polizia municipale si sta confrontando con le altre forze dell’ordine per compilare il bilancio completo. Nelle ultime tre settimane, comunque, il personale del comando di via Galilei ha comminato 5 sanzioni per mancato uso della mascherina protettiva da parte del personale di servizio di varie attività economiche. Le violazioni per il mancato possesso di Green Pass all’interno di locali, invece, sono state 12 di cui 4 a carico degli esercenti.  

L’APPELLO DEGLI ESERCENTI DI PIAZZA ERBE

L’appello che si alza dagli esercenti, tuttavia, è chiaro: “Questa ordinanza va fermata perché ci sta mettendo in ginocchio”. A spiegare le criticità è Manuel Nardo del Black Sheep che è, in realtà, portavoce di quasi tutte le attività della zona e non solo (che già avevano espresso qui la loro perplessità). “Bloccare l’asporto alle 23 comporta, di fatto, un calo del 50% del lavoro nei due giorni dove si incassa di più. Il tutto senza aver risolto il problema perché la piazza è sempre piena fino alle 2.30-3.00. L’unica differenza è che le persone si portano da bere da casa. Alcuni locali storici non hanno riaperto e altri stanno pensando di ridurre il personale. C’è anche qualcuno che ha messo in vendita l’attività. Il sindaco Caramaschi in riunione ci aveva garantito di non voler toccare le attività e di pensare a misure a partire dalle una di notte. Evidente come i fatti dicano altro”.

LE PREOCCUPAZIONI DEI RESIDENTI

Dall’altra parte, come noto, c’è la posizione dei residenti con il comitato “Piazza Erbe Vivibile” che chiede a gran voce il prolungamento dell’ordinanza abbinata, però, ai controlli. “Nei primi due weekend – spiega Christoph Von Ach – ci sono stati i pattugliamenti e la situazione è migliorata. Passate le prime settimane le forze dell’ordine sono scemate e la situazione è tornata praticamente come prima. L’ordinanza è assolutamente necessaria ma non può rappresentare un insieme di parole al vento. Va accompagnata con interventi di controllo concreti altrimenti il problema non ha alcuna soluzione”.

“Gli inquilini degli alloggi in affitto continuano ad andarsene – la valutazione sconsolata di Petra Űberbacher – e gli immobili stanno andando incontro ad un’inevitabile svalutazione. Sono criticità allarmanti. Attenzione che la stagione fredda non cambierà molto la situazione perché la gente continuerà ad andare in piazza Erbe anche in inverno. A questo si aggiungerà l’aumento di presenze per il Mercatino. Non è una questione di giovani o meno giovani e nemmeno di gruppi linguistici. Non puntiamo il dito contro nessuno ma è sotto gli occhi di tutti come la situazione non sia cambiata e come la soluzione non possa certo essere rinunciare l’ordinanza”.

Alan Conti

Foto Bz News 24 in copertina