Perucatti, pilota bolzanino pronto a tornare in pista

BOLZANO.Voglio tornare in pista”. Paolo Perucatti al polso sinistro ha una cicatrice che sembra il rettilineo del tracciato di Misano ma non basta a fermarlo. La passione per la moto è ancora ruggente e il desiderio di tornare sulla griglia di partenza della Coppa Italia Amatori in sella alla sua Ducati 848 cresce di intensità. La scorsa stagione è stata di luci, ombre ma anche tanta visibilità. La prima gara da vincere per questa stagione è quella del reclutamento sponsor. Perucatti è stato ospite della trasmissione Altro Adige su Radio Bolzano e si è raccontato.
Partiamo dall’anno scorso.
“Un’avventura incredibile con dentro tutte le emozioni possibili. Dall’apice alla caduta”
Il Mugello è stato dolce.
“Esatto. Pronti via e alla prima gara ho conquistato il gradino più alto del podio. Una gara che è stata una cavalcata e alla fine trovarsi lassù. A trionfare in un tempio del motociclismo mondiale. Da brividi”
Poi Misano. L’amaro. Amarissimo.
“Alla seconda gara l’impatto tra due moto davanti a me mi ha costretto alla caduta. Sono piombato con tutto il peso sulla spalla causando una lussazione. Un mese di stop e grande lavoro per tornare in pista”
Ma non era finita…
“Purtroppo no. Sempre a Misano, in allenamento, mi è scappata via la moto e sono caduto in velocità sul polso sinistro. Una sorta di esplosione del radio con frattura scomposta ma non esposta. Dolore? Tantissimo, devo essere sincero. Il decorso è stato faticoso ma sono ancora qui”
Lei corre per passione. Farsi male non l’ha mai fiaccata?
“Mai”
Mai pensato di mollare tutto?
“Mai. Anzi, da subito ho iniziato a pensare come fare per ricominciare”
Quali sono le difficoltà?
“Economiche. Gli sport motoristici in Italia sono molto dispendiosi e i costi sostenuti. Solo l’iscrizione, che è una cifra uguale per tutti noi, arriva a 5.000 euro. Poi c’e la moto, la manutenzione, i lavori, le gomme, la tuta, gli spostamenti, il carrello per trasportare la moto, le sessioni di allenamento…tra una cosa e l’altra arriviamo intorno ai 20.000 euro a stagione”
A che punto è?
“Ho trovato coperture per circa il 50%. Sono a caccia di sponsor che abbiano voglia di supportarmi”
Cosa offre in cambio?
“Prima di tutto la visibilità social. Questo sport è una vetrina importante e io ho un’esperienza pluriennale nel marketing. Senza false modestie riesco a capire come valorizzare un marchio che mi sostiene. Su Instagram, per esempio, ho 10.000 followers. Un bacino consistente. Poi ci sono tutte le sponsorizzazioni classiche di questo sport: gli spazi sulla moto, sul caso o sul carrello trasportatore”
Come fa con il lavoro?
“È un mio sponsor” (ride). “A parte questo io cerco di non pensare minimamente sull’attività professionale. Le gare le faccio utilizzando le mie ferie. Non vado in vacanza, corro in pista. Alla fine non c’è nulla di differente da quello che fa un altro dipendente”
Con che spirito affronterebbe questa nuova avventura?
“Con più esperienza ma anche con la stessa grinta e voglia. Sul tracciato ero l’unica Ducati, è un orgoglio anche quello. Mi piacerebbe confermare il mio numero 31 ma dipende da quando riuscirò ad iscrivermi”
La segue la Moto Gp?
“La guardo perché è bello vedere grandi campioni guidare quelle moto in quel modo. Tutto quello che c’è intorno, però, mi ha nauseato. C’è una spettacolarizzazione del gossip ed una esasperazione dei rapporti tra piloti che è inadatta al nostro sport. I media che hanno spinto molto su dualismi e litigi non hanno fatto il bene del motociclismo”
Il vostro ambiente come è?
“Più sano. Ma tra di noi nessuna guadagna correndo. Esiste un livello di competizione, più o meno spiccato secondo il carattere, ma dopo la bandiera a scacchi siamo semplicemente persone che condividono una grande passione. Una buona base per essere amici”
L’intervista integrale la trovate selezionando la puntata del 15 gennaio nella lista podcast della trasmissione. Con la speranza che sia solo il primo atto di una nuova cavalcata.
Alan Conti

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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