Pasquazzo (Laives Civica): Grandi opere ma anche servizi sanitari da potenziare”

LAIVES. Debora Pasquazzo porta all’interno della lista civica di Luca Bertolini l’esperienza della macchina amministrativa maturata da diversi punti di osservazione, ma sempre con grande spirito di servizio. Debora è una donna che raramente si è messa in prima fila, ma che ha dato energie e tempo come poche nella politica della città di Laives.

Cosa ti ha spinto a dire sì alla lista di Luca Bertolini per affiancarlo in questa corsa alla carica di sindaco?

“Intanto possiamo dire che il no è una parola che in conclusione non riesco mai a dire- ride alzando le mani al cielo- ma a parte gli scherzi Luca ha creato attorno a sé un gruppo che mi ha convinto senza riserve”

Parlami di che tipo di politica sei, ormai te ne sarai fatta un’idea.

“Sono una politica che guarda alle piccole cose dandogli però la grande importanza che hanno per le persone che me ne parlano. Non ho mai avuto grandi ruoli, non sono mai stata assessore e quindi magari non ho mai potuto incidere tanto, ma quando un cittadino mi pone un quesito o chiede il mio aiuto non sono mai riuscita a non prendermi la cosa a cuore. In questo credo che noi donne siamo speciali, empatiche e incapaci di lasciar correre. Non tutte, generalizzare non va mai bene, ma in generale siamo propense a metterci l’anima se qualcuno si affida a noi. Se un problema arriva al nostro orecchio non riusciamo a far finta di niente. Ecco, io sono così e ti assicuro che porta via un sacco di energie. Ma vuoi mettere la soddisfazione quando riesci a portre a casa il risultato?”

Quindi se ti chiedessi cosa ti sta più a cuore per questa città…

“Questa domanda è classica in questo periodo e potrei farti una lista dettagliata delle opere importanti. Potrei parlarti dell’edilizia scolastica, potrei direi che vorrei vedere finalmente completata la piazza, la ristrutturazione delle scuole che sono degli anni Settanta, ma in realtà tutto questo per molti cittadini non ha nessuna importanza, ci sono cose che vengono prima. A me sta a cuore rispondere al bisogno che il cittadino o una categoria di cittadini hanno, indipendentemente dal fatto che magari sembri più banale rispetto ai grandi progetti”

E quindi niente progettazione?

“Eh no, questo è spesso il problema di una città in cui si vive bene, che ci si convince che non ci sia nulla da fare se non tirare avanti la macchina così com’è. A Laives si sta bene, è una città sicura, i nostri figli vanno a scuola da soli e questo è un grandissimo lusso. Ciò non toglie però che si possa sempre migliorare. Si possono avere più servizi ad esempio. Abbiamo il punto prelievi e allora perché non puntare magari ad aggiungere un servizio di radiologia? È solo un un esempio ma se un anziano si fa male perché deve andare fino Bolzano per una lastra, quando oltretutto per arrivare all’ospedale non abbiamo nemmeno ancora l’autobus diretto. Ecco potrei andare avanti a lungo con la lista dei miglioramenti e senza nemmeno toccare una grande opera.

Laives funziona bene perché il suo tessuto, la sua rete e le sue associazioni sono fantastici. Tutto è impostato bene, tutto è rodato ma questo non vuol dire che non sia il caso di mirare più in alto già che ci siamo”

Da donna di mezza età a donna di mezza età-le chiedo strizzandole l’occhio: quest’anno ci sono veramente tanti giovani candidati, anche nella tua lista. Questo che effetto ti fa?

“Lo giudico bellissimo. Devo dire che nel clima dell’ultimo periodo, in cui c’è tantissima disaffezione nei confronti della politica è stata una bellissima sorpresa. Ci sono veramente bruttissimi esempi in Italia e nel mondo e quindi un allontanamento è pure comprensibile. Questo modo becero di porsi, questa politica degli slogan in cui è impossibile ascoltarsi e confrontarsi tra avversari politici non fa per me”



Quindi cosa vorresti da una campagna elettorale locale come questa e in generale dai rapporti tra maggioranza e opposizione?

“Nella politica locale ovviamente i problemi sono gli stessi per tutti. La città non può che essere vista da ogni partito e coalizione tendenzialmente nello stesso modo, con le stesse problematiche. Poi differisce casomai la modalità con la quale si decide di operare e su quello naturalmente bisogna discutere. L’importante sarebbe un confronto civile e la voglia di collaborazione. Io ogni volta ci spero”

La Balda

Foto Pasquazzo