Parlamento, con la nuova legge elettorale a rischio la rappresentatività italiana in Alto Adige

BOLZANO. Il testo della nuova legge elettorale, chiamata Brescellum, da Giuseppe Brescia deputato del Movimento Cinque Stelle che l’ha ideata, prevede il ritorno ad un sistema proporzionale puro abbandonando quindi l’impostazione del Rosatellum, ovvero un sistema misto tra maggioritario e proporzionale. Vengono cancellati quindi i collegi uninominali, viene alzata la soglia di sbarramento dall’attuale 3% al 5% e viene introdotto un diritto di tribuna per quelle liste che non raggiungono il quorum a livello nazionale ma che lo raggiungano in tre collegi plurinominali alla Camera ed in uno al Senato. Ovviamente tale riforma è stata costruita sul taglio dei parlamentari e quindi tarata su una camera a 400 parlamentari ed un senato a 200 senatori. L’unica eccezione è l’unica regione che manterrà un collegio uninominale alla Camera ed al Senato: la Valle d’Aosta.


Viene inoltra introdotta una nuova soglia alla camera pari al 15% su base regionale per quelle liste che rappresentano minoranze linguistiche: nella fattispecie la Svp. Ovviamente tale impostazione risulta essere indigesta a partiti più piccoli lontani dalla soglia del 5% come Leu ed Italia Viva.

In Trentino Alto Adige i parlamentari passerebbero da 11 a 6 ed i senatori invece rimarrebbero 6. Dovrebbero esserci 4 collegi uninominali, due per provincia, sia alla Camera sia al Senato. In più 3 parlamentari e 2 senatori da eleggere con il proporzionale. Il rischio è che salti completamente la rappresentanza del gruppo linguistico italiano in Alto Adige ed infatti la battaglia è sull’eventuale collegio per eleggere un italiano come proposto dal Partito Democratico.

Giuseppe Marino

Foto Wikipedia


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