Origine del Covid, lo scienziato Bloom recupera dati cancellati a Wuhan

BOLZANO. Sull’origine del Covid è arrivata una svolta grazie a Google Cloud. Lo scienziato Jesse Bloom per caso si è accorto che un set di dati contenente sequenze di Sars-CoV-2 (si badi, risalenti all’inizio dell’epidemia di Wuhan quindi fondamentale) sarebbe stato cancellato dall’archivio di lettura della sequenza dei National Institutes of Health. Fatto strano e grave.

Grazie a molta perizia riesce Bloom è riuscito però a recuperare i file cancellati (da Google Cloud) e a “ricostruire sequenze parziali di 13” dei primi campioni del virus: sostanzialmente riesce a “vedere” la prima sequenza. In pratica Bloom ha scoperto che il virus è stato “caricato” in database modificato tale da passare per “naturale”.

Torna, quindi, la tesi del virus modificato per far reggere la “teoria del mercato”. Le famose sequenze del mercato dei frutti di mare di Huanan che sono al centro del rapporto congiunto Oms-Cina, sarebbero quindi state aggiunte in un secondo momento e non rappresenterebbero il virus originale Il progenitore delle sequenze conosciute di Sars-CoV-2 conteneva probabilmente tre mutazioni relative al virus del mercato che lo rendevano più simile ai ‘parenti’ coronavirus del pipistrello”. Si tratterebbe, dunque, di un virus modificato in laboratorio ricombinando sequenze derivanti da coronavirus diversi. Nel mentre sta arrivando alle stesse conclusioni la commissione d’inchiesta Usa.



Bloom tra le righe ha poi fatto capire che, di fatto, la Cina ha dato al mondo la sequenza d’un virus assai diverso da quello da cui è partita la pandemia e che, infatti, reagisce molto differentemente rispetto a “pandemie naturali”. Sulla questione il G7 vuole fare luce perchè dopo 16 mesi molto ancora non torna, soprattutto in Cina dove ancora i veri numeri dell’epidemia non si conoscono e soprattutto appieno nemmeno le caratteristiche di questo virus.

Marco Pugliese

(notizie riportate da più media americani, tra cui il New Street Journal)