Oltre il Pregiudizio, un successo il viaggio oltre i muri

Si è ormai concluso il progetto “Sui pedali della libertà”, il viaggio ideato e organizzato da Roberto Sensi, che ha pedalato attraverso il nostro bel Paese parlando di alcuni dei pregiudizi più radicati all’interno della società contemporanea.

“Oltre il pregiudizio” si è rivelato un successo da molteplici punti di vista ma, come ci tiene a sottolineare Roberto, è stato possibile soltanto grazie all’entusiasmo e alla professionalità del team che lo ha accompagnato e, ovviamente, alla disponibilità e fiducia che gli ospiti hanno manifestato incontro dopo incontro.

Abbiamo chiesto a Roberto di condurci nel backstage di questa esperienza e raccontarci qualche curiosità inedita, sentite un po’ che abbiamo scoperto…

“Sui pedali della libertà” si può ormai definire un vero e proprio format consolidato, vista anche l’esperienza positiva dell’edizione dello scorso anno “Oltre il carcere”. Quali pensi siano i punti di forza di questo progetto?

“Di sicuro il fatto di poter interagire con più persone in poco tempo ed entrare quindi in contatto con realtà considerate di “nicchia”, che magari non concederebbero un’intervista a dei giornalisti, preferendo una forma di dialogo più intima e informale come quella che abbiamo ideato a posta per questo format.

Un altro punto di forza di questo progetto è l’accessibilità totale alle informazioni che vengono raccolte e diffuse, sia dal punto di vista della comunicazione mediatica (video brevi e concisi caricati su piattaforme come YouTube e Facebook), sia dal punto di vista del linguaggio e dalle modalità con cui vengono affrontate le tematiche assieme agli ospiti, che hanno come scopo quello di trasmettere un messaggio il più chiaro e cristallino possibile, in modo da poter essere assimilate da chiunque le voglia ascoltare e non solo dai professionisti del settore.

Ci terrei inoltre a menzionare l’impegno verso l’ecosostenibilità e la consumazione di beni a km 0, ulteriore punto che rende unico questo progetto”

Rispetto all’edizione dello scorso anno, quali sono state le difficoltà maggiori che hai riscontrato nel corso del viaggio?

“Direi proprio il viaggio in sé, soprattutto a causa delle strade che Ivan ed io abbiamo dovuto attraversare in bicicletta, spesso mal messe e poco sicure.

Non poche difficoltà le abbiamo riscontrate anche nel riuscire a rispettare i tempi precisi che ci eravamo preposti come obiettivo.

Dal punto di vista della prestazione sportiva è stata sicuramente una prova molto tosta, ma alla fine tutto è filato liscio e una volta terminato il viaggio la soddisfazione è stata davvero molta”

Come era scandita una delle vostre “giornate tipo”?

“La parte più consistente della giornata era, sicuramente, quella passata in sella alle nostre biciclette che ci avrebbero condotto dall’ospite che avremmo dovuto intervistare quel giorno.

Una volta raggiunto il luogo pattuito si svolgeva la video-intervista che, a fine giornata, Lorenzo e Nicola, rispettivamente videomaker e regista della troupe, trasformavano in un breve video che la sera stessa pubblicavamo sui social. Lo scopo di queste pillole video era quello di rendere partecipi i nostri spettatori quotidianamente, dando loro un piccolo accenno di quello che era emerso durante la chiacchierata con l’ospite.

La mia parte preferita, però, era sicuramente quella del post-intervista, che ci permetteva di passare ulteriore tempo con i nostri ospiti, dandoci la possibilità di conoscerli meglio e poterci confrontare con loro in un contesto quasi amicale. Ed è proprio questo il motivo che mi ha spinto ad organizzare una seconda edizione di questo progetto, il fatto di poter entrare in contatto con personalità interessanti e stimolanti, sia dal punto di vista professionale, sia dal punto di vista umano”

Tra tutte le interviste fatte durante il viaggio ce n’è una in particolare che ti ha colpito di più rispetto alle altre?

“In realtà no, tutte le interviste che abbiamo fatto sono state ugualmente speciali. Forse una, quella svoltasi a Matera, è risultata speciale in maniera leggermente diversa rispetto alle altre. Questo perché il nostro ospite, il professor Nicola Frangione, non solo ci ha concesso l’intervista “standard”, ma ci ha poi anche raggiunti a cena per passare del tempo assieme a noi e questo per me è decisamente impagabile”

Alla fine di questo viaggio senti di aver portato gli spettatori almeno un po’ oltre i loro pregiudizi?

“Spero proprio di sì. Su di me di sicuro questa avventura ha avuto un impatto pazzesco: mi ha portato a riflettere su alcuni temi di cui non sapevo molto e per questo devo ringraziare tutti gli ospiti che ho incontrato.

I pregiudizi restano una delle problematiche più radicate all’interno della nostra quotidianità, ma spero che questo progetto, e i prossimi che ci saranno, possano anche solo in parte spingere ognuno di noi a riflettere, a porci delle domande e tentare di sradicare queste false credenze che, oramai, dovrebbero averci anche un po’ stancato.”

Per i prossimi progetti non si dovrà attendere a lungo: la terza edizione di “Sui pedali della libertà” è infatti già in cantiere e sarà “Oltre l’ostacolo”.

Stay Tuned.

Alice Ravagnani

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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