E se anoressia e bulimia fossero sedute al vostro cenone di Natale?

Nel periodo dell’anno in cui il cibo è assoluto protagonista, chi vive una difficoltà nel relazionarsi ad esso può sentirsi schiacciato sotto un peso insostenibile

In Alto Adige circa 500 persone ogni anno si curano per un disturbo legato alla sfera dell’alimentazione. La statistica in sé, – 1 su 1000 – seppure in crescita, potrebbe non destare particolare allarme. Se non fosse che questo numero rappresenta solo la punta dell’iceberg: individui che hanno preso consapevolezza del loro disagio e che hanno cercato un aiuto professionale per alleviare la propria sofferenza.

Occasioni di generale ed inevitabile socialità come le feste natalizie, con le relative riunioni di famiglia e tra amici a base di cibi succulenti, non mettono tutti a proprio agio, anzi. Chi soffre di un disturbo alimentare può vivere il periodo con particolare difficoltà. Inoltre, non è sempre semplice comprendere se chi ci è vicino abbia un problema correlato al cibo, e quindi supportarlo.

LA CASISTICA

Raffaela Vanzetta, Coordinatrice del Centro Specialistico Disturbi Alimentari Infes, ci spiega perché: L’anoressia la riconosciamo perché la perdita di peso ed il sottopeso sono visibili, mentre disturbi del comportamento alimentare come il binge eating – ovvero le abbuffate incontrollate –spesso non vengono intercettati. Ciò avviene perché chi soffre di questo problema si sente tremendamente in colpa, stigmatizza se stesso per non avere la forza di uscirne da solo. E più che cercare aiuto da parte di un professionista prova a risolvere le cose da sé, di solito affidandosi all’ennesima dieta. Quindi difficilmente il disagio esce allo scoperto. Nel caso della bulimia, sono i metodi compensatori adottati dopo le abbuffate per non aumentare di peso a tenere nascosto il problema.”

PAZIENTI SEMPRE PIU’ GIOVANI

Una situazione grave e delicata, anche perché l’età dei pazienti, soprattutto ragazzine, ragazze e donne, che è sempre stata molto varia, si sta abbassando in modo preoccupante: la psicoterapeuta Raffaela Vanzetta ci racconta come negli ultimi anni siano approdate all’Infes ragazzine di appena 11 anni: “La grande pressione per avere un corpo perfetto, considerato come lo specchio del proprio successo sociale, sta colpendo sempre di più anche i giovanissimi. Il meccanismo dei social media ha sicuramente un peso ed un impatto.”

A NATALE SI PUO’ CROLLARE

Ecco, quindi, che ritrovarsi a tavola con zii e nonni che domandano il perché di un piatto vuoto, può mandare in crisi. Il consiglio di Vanzetta è di porre molta attenzione e usare una particolare sensibilità nei riguardi di chi mostra una palese difficoltà nel contatto con la tavola imbandita. Ma non dobbiamo nemmeno dimenticare il sommerso, ovvero tutte le persone che vivono in modo problematico il proprio rapporto con il cibo e che in queste occasioni si sentono stressati per la paura di non riuscire a controllarsi. “Purtroppo in situazioni di pressione e contatto continuo con il cibo, succede che il disturbo alimentare si conclami, che si salti dall’altra parte.”

IL CALENDARIO DELL’AVVENTO INFES

Cosa possiamo fare, allora, per non pesare su situazioni già difficili? “In linea generale, sarebbe forse più sano evitare di commentare i corpi, spostando l’attenzione su qualcosa di più interessante. E questo vale per ogni periodo dell’anno. Parlando invece nello specifico, noi di Infes abbiamo voluto regalare il nostro personale calendario dell’Avvento a chiunque lo gradisca, per essere di supporto nel periodo delle feste. Iscrivendosi tramite questo link: 24 Daily Impulse (forum-p.it) si riceve ogni giorno un consiglio pratico, una riflessione o il link ad un podcast per vivere in modo più sereno un periodo altrimenti difficile per chi soffre di disturbi alimentari.”

RIVOLGERSI AD INFES

Ricordiamo che quello di Infes è un servizio a cui può accedere chiunque voglia fare qualcosa per sé o per una persona cara, anche in forma anonima. E’ possibile mettersi in contatto per una consulenza tramite email e telefono. Inoltre Infes comunica tramite sito web, pagina Facebook ed Instagram. Il servizio è bilingue.

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