Matilda, addio alla ragazza che aveva il coraggio del sorriso

Matilda Salutt era una giovane quattordicenne cui era stato diagnosticato un tumore. Ha deciso di viaggiare inseguendo le sue passioni e raccontando con naturalezza la malattia sui social

Matilda di ci ha salutato. “Arrivederci piccola grande donna”. Iniziava così uno dei tanti post che ieri hanno trovato posto nelle bacheche dei social bolzanina per piangere assieme Matilda Salutt che di piccolo aveva solo l’età. A tredici anni aveva già stretto il cuore di tutti quando fu avviata una raccolta fondi per permetterle di viaggiare e vedere il mondo nonostante “il mostro” che aveva deciso di accompagnare la sua vita.

Così Matilda chiamava “il glioma diffuso intrinseco del ponte” noto con l’acronimo Dipg che si è crudelmente infilato nei raggi della sua vita. Sostanzialmente un tumore situato nel tronco encefalico (precisamente in quella zona che viene definita ponte di Varolio) dove si innesta con il midollo spinale e dove passano i nervi. Era poco più di un anno fa. Da allora Matilda ha affrontato un primo ciclo di radioterapia ad Innsbruck e poi ha deciso di dedicarsi totalmente alla sua passione: il viaggio. Costantemente supportata ed affiancata dai genitori.

IL MESSAGGIO DELLA MAMMA SU FACEBOOK

La scorsa notte Matilda ha lasciato tutti. Un saluto nella notte con il cuore gonfio di dolore per chi rimane a piangere tutta la sua bellezza umana. La sua mamma, Carmen Obkircher, ha voluto informare tutti con un post sulla pagina Facebook I viaggi di Matilda. “Non posso che essere fiera di aver avuto una figlia come te che ha affrontato la malattia come meglio non si poteva fare. Ci ha insegnato cosa vuole dire vivere e quanto la vita sia preziosa. Vivremo la nostra in tuo onore perché la vita va sempre vissuta in ogni sua sfumatura perché è bella. Ora Matilda vola con tutti i palloncini che hai sempre sognato”. L’ultimo saluto sarà fissato nella giornata di mercoledì o giovedì.

Con gli occhi gonfi immediatamente la città si è stretta alla famiglia con migliaia di messaggi d’affetto e d’amore. Tantissime le persone che non hanno mai conosciuto di persona la piccola Matilda ma ormai la consideravano parte dei propri affetti. L’ultimo post della pagina raccontava di una stupenda giornata in montagna a Sarentino che avrà certamente riempito gli occhi di Matilda di colori. Amava viaggiare e curiosare le mille prospettive che il mondo può offrire per poi raccontarle in modo artistico con video, fotografie o disegni. Aveva anche aperto un canale You Tube dove ballava e raccontava liberamente la sua malattia con grande naturalezza. La forza devastante della semplicità. Dal racconto dei primi malesseri alla risonanza magnetica fino alla radioterapia.

I VIAGGI DI MATILDA

Nelle clip è Matilda stessa a raccontarsi: “Amo moltissimo disegnare e mi piace collezionare bambole Lol. So che sembra strano per una bambina della mia età ma davvero sono appassionata. Ne compro una ogni tanto perché qualcosa che si riceve solo una volta ogni tanto è sicuramente più apprezzata”.  La raccolta fondi allestita anche in tanti negozi di Bolzano (con diverse attività riunite di ogni tipo) e lo spirito di Matilda l’hanno portata a realizzare il suo sogno negli ultimi mesi visitando, nella scorsa primavera ed estate Otranto, Pisa, Roma, Parigi e Firenze tra le tante. Dagli Uffizi al Louvre arrivando a Disneyland senza dimenticare la bellezza del mare pugliese ma anche i sassi di Matera.

Senza mai abbandonarsi alla disperazione e senza mai permettere al male di vincere sovrastando e annerendo tutto Matilda ha scelto di vivere dentro la sua passione il suo tempo. Ha scelto di raccontare il suo inferno con il sorriso senza fingere noncuranza e senza abbandonarsi al vittimismo. Ha rivolto il suo sguardo sull’oggi e su quello che piace facendo con naturalezza quello che, anche e soprattutto da adulti, siamo incapaci di fare: vivere l’attimo. Ci lascia un vuoto ed un insegnamento. Entrambi enormi.

Alan Conti

Foto Copertina Facebook