Le palestre alla Provincia di Bolzano: “Demonizzate un alleato, riapriamo e stringiamo un nuovo patto per la salute”

BOLZANO. Dal portavoce dei gestori degli impianti fitness, sportivi, danza, discipline orientali e laureati in scienze motorie della Provincia Autonoma di Bolzano Tomas Perini riceviamo questa lettera sottoscritta da 150 professionisti di settore in Alto Adige indirizzata al presidente della Provincia Arno Kompatscher. La pubblichiamo integrale.

Sig. Presidente, spett.le Giunta della Provincia Autonoma di Bolzano, scriviamo a nome di oltre 150 tra centri sportivi, operatori sportivi, scuole di danza, discipline orientali e laureati in scienze motorie operanti nella Provincia Autonoma di Bolzano. Nelle settimane passate gli attacchi mediatici hanno creato dubbi e incertezze nei frequentatori dei nostri centri sportivi che, influenzati dai numeri crescenti dei contagi, hanno cominciato ad allontanarsi dalla pratica sportiva. Inoltre il discorso del Premier Giuseppe Conte dello scorso 18 ottobre ha generato ancora più incertezze portando a zero la possibilità di coinvolgere nuovi frequentatori all’interno delle strutture. E infine, il Dpcm del 24 ottobre ha sostanzialmente decretato la chiusura degli impianti sportivi, ad eccezione di chi potrà sfruttare gli spazi all’aperto; una scelta che in pochi faranno proprio per il grande squilibrio tra entrate e uscite che si creerebbe oltre ad essere, la nostra, una Provincia del nord e quindi “fredda” soprattutto in orari serali.



In questo periodo è stato ampiamente dimostrato che nei centri sportivi l’incidenza del Covid 19 è inferiore all’1 per mille. Noi operatori abbiamo compiuto nei mesi passati degli enormi sforzi per adeguarsi ai protocolli, pur dovendo al contempo gestire mancate entrate. Abbiamo inoltre recepito tutte le misure necessarie al contenimento del virus: dalla sanificazione dei locali e delle attrezzature alla revisione dei programmi di attività; dalle nuove strumentazioni digitali (termoscanner e App per la gestione dei flussi e della tracciabilità degli ingressi) alla formazione ad hoc dello staff. Quest’enorme impegno è stato confortato anche dai risultati registrati nelle scorse settimane in occasione dei controlli sul territorio provinciale da parte degli organi di controllo preposti alle verifiche: NAS, ASL, vigili urbani. Sembrerebbe quindi ovvio che i centri sportivi debbano essere considerati degli alleati strategici del sistema sanitario nazionale e non certo oggetto di demonizzazione come è stato fatto. Per quanto paradossale infatti, questi vengono paragonati dal legislatore a centri di rischio assembramenti e quindi destinati alla chiusura. D’altronde, era stato ampiamente previsto che una seconda ondata pandemica si sarebbe ripresentata in autunno ed il settore sportivo si è fatto trovare perfettamente in regola, al di là dei protocolli di sicurezza. Forse, altri Organi nell’ambito della sanità aventi titolo a muoversi in tal senso non lo hanno fatto in maniera adeguata e ora a pagarne le conseguenze sono, non solamente tutto il settore sportivo, ma soprattutto i cittadini. Alla luce dei contenuti di questa analisi, La Provincia Autonoma di Bolzano deve sicuramente garantire supporti al settore e considerare una revisione del DPCM del 24 ottobre, tramite un’ordinanza (o legge) provinciale alla luce della non pericolosità del virus all’interno dei centri sportivi. Lotteremo per aprire al più presto, perché i centri sportivi sono presidi della salute e non focolai Covid. Ne va di mezzo, infatti la vita dei 150 e più tra centri sportivi, operatori del settore, laureati in scienze motorie e Personal Trainer che consentono alla nostra cittadinanza di praticare una regolare attività sportiva, ma anche il lavoro di centinaia di addetti. Un duro colpo infine lo riceverebbe anche il sistema sanitario, che proprio da quei centri sportivi oggetto di chiusura, potrebbe invece ricevere un aiuto determinante per la lotta al Covid 19.

Ci permettiamo inoltre di citare la premessa di un documento redatto dalla stessa Provincia Autonoma di Bolzano insieme all’azienda sanitaria dell’Alto Adige riguardante l’attività fisica su prescrizione che a nostro avviso rafforza la nostra convinzione che SPORT=BENESSERE E PREVENZIONE: Premessa “Prevenzione e promozione della salute, che insieme rappresentano uno dei pilastri della politica sanitaria, assumono un ruolo sempre più importante. Il loro obiettivo è di prevenire le malattie, migliorare la qualità di vita e il benessere della popolazione e prolungare il periodo di vita vissuto in buona salute. Questo nuovo approccio è incentrato sullo stato di salute delle persone e sul rafforzamento degli stili di vita salutari, così come indicato sia nel Piano della prevenzione provinciale 2016-2018 sia nel Piano sanitario provinciale “Salute 2020”. Nel medesimo contesto svolgono un ruolo centrale anche una maggiore responsabilizzazione dei singoli individui verso la propria salute e la creazione di una scelta di prestazioni volte a migliorare l’azione preventiva. Praticare movimento fisico è una componente fondamentale della promozione della salute. La riduzione dei fattori di rischio grazie all’attività fisica equivale a una vera e propria cura; pertanto è indicato prescriverla ai pazienti come fosse un farmaco. Movimento ed esercizio fisico aiutano a mantenere uno stile di vita sano e contribuiscono a evitare malattie e disturbi. Nell’ambito della prevenzione primaria ai medici di medicina generale spetta un ruolo molto importante, ovvero quello di rafforzare la consapevolezza dei loro assistiti per gli effetti salutari dell’attività fisica. Com’è dunque possibile conferire maggiore incisività al consiglio espresso dal medico? Un nuovo strumento a disposizione è il programma “Attività fisica su prescrizione”, che in quanto prescrizione medica intende stimolare le persone a seguire il consiglio del dottore e a praticare attività fisica a fini salutari”. Concludiamo chiedendo un incontro tra una nostra rappresentanza e i vertici dei nostri governatori locali per poter esporre loro direttamente le nostre opinioni potendoci confrontarci per trovare, insieme, delle soluzioni che possano preservare la salute e allo stesso tempo far ripartire le nostre attività ricominciando così nuovamente a far muovere più di 40.000 persone che in Alto Adige praticano sport regolarmente presso una struttura sportiva della nostra Provincia”