Laratta (Pd): “Autobus notturni e non demonizzare piazza Erbe, Bolzano guardi ai giovani”

BOLZANO. Mi impegno in politica perché credo che ci sia bisogno di cambiamento. La politica è lo strumento, credo, per cambiare il mondo”, queste le parole di Diego Laratta, 22enne bolzanino, candidato alle prossime Comunali con il Partito Democratico.

A proposito di cambiare il mondo sei stato molto impegnato nelle manifestazioni “Fridays for Future”, raccontaci…
“Fridays for Future è nato proprio nel periodo in cui avevo iniziato a seguire ed apprezzare la politica. Avevo visto il discorso di Greta Thunberg e mi erano venuti i brividi. Ho deciso, quindi, di aiutare il movimento che stava crescendo anche in Alto Adige. Ci siamo trovati con altri ragazzi del posto e abbiamo visto che c’era la voglia e l’intenzione ma non sapevamo quanto consenso avremmo raccolto tra i giovani e, invece, un giorno di febbraio abbiamo visto con noi altri 2-3 mila studenti. È stato impressionante”.

In che modo un movimento così grande trova una declinazione concreta in un comune come Bolzano?
“Io credo che un comune come Bolzano non sia esente da tutti i discorsi che si fanno con Fridays for Future perché anche la nostra città deve fare la sua parte. Nessuno è esente, ognuno può contribuire. Questo deve essere percepito anche dalla popolazione che si deve rendere conto che persino le cose semplici aiutano a livello globale o nazionale su quelle che sono le emissioni, l’inquinamento e tutto ciò. Si deve sempre tener conto dell’aspetto ambientale e il Comune ha sicuramente un ruolo importante a livello di traffico, trasporti pubblici, inquinamento. Bolzano ha la possibilità di scegliere e deve intraprendere le scelte più opportune per il rispetto dell’ambiente.

Secondo te invece quali soluzioni si dovrebbero adottare?
“Una delle cose su cui sono più convinto è che gli autobus sono una delle migliori soluzioni al traffico cittadino. Credo che siano un’ottima soluzione alla macchina, bisogna incentivarli, coinvolgere le persone e far capire loro che è una buona alternativa al restare bloccati nella propria auto. In via Druso c’è la statistica che nel traffico della strada ci sono 1,2 persone per macchina, questo significa che basterebbe un bus e la questione sarebbe già risolta di molto. I cittadini non scelgono spesso il trasporto pubblico, bisogna capire il perché e trovare una soluzione a questi problemi, così si incentiva il mezzo di trasporto. Con i giovani si è già fatto molto con l’abbonamento del trasporto pubblico, ora bisogna incentivare la fascia d’età che va dai 20 ai 60 anni, in molti preferiscono ancora la macchina”.

Il Pd viene considerato da anni un partito in crisi. Quale futuro ha?
“Della crisi del Partito Democratico se ne parla quasi sempre, eppure è ancora lì. In qualche modo significa che ha una funzione rappresentativa notevole per la cittadinanza. Nessun partito è eterno, soprattutto in Italia, ma per il momento penso che il futuro del Partito Democratico debba passare attraverso la popolazione e i suoi elettori. Un partito che ascolta i suoi elettori, che è capace di rinnovarsi, trarre le decisioni anche in base al cambiamento del suo elettorato, è un partito con futuro. Oltre alle idee buone, bisogna seguire il sentimento delle persone che nasce dalle esperienze positive o negative. Il Partito Democratico, al momento, è riuscito a esaudire questo compito, deve essere in grado di farlo anche in futuro. Spero che riesca sempre ad essere all’altezza di chi sta cercando un lavoro, di chi è giovane, della questione ambientale, delle leggi a supporto dei diritti civili. Il Pd ha un ruolo importante su varie questioni, spero lo mantenga e lo accresca”.

Almeno per quanto riguarda Bolzano sono molti i giovani all’interno del Pd, c’è un lavoro alla base?
“Il buon lavoro con i giovani sta iniziando ad esserci. Prima non si seguiva molto la questione giovanile, ci si è resi conto con il tempo, un po’ per il gap generazionale, un po’ per la questione che i giovani sono una risorsa dal punto di vista delle idee e del rinnovamento, che è importante avere una giovanile, crescere i giovani, seguirli e capire che sono una parte importante della popolazione cittadina. A Bolzano l’età media è abbastanza alta ma bisogna pensare al futuro di questa città che, alla fine, è dei giovani”.

Cosa pensi dei giovani, a maggior ragione in questo periodo in cui vengono dipinti come indisciplinati?
“Bellissima domanda, avrei giusto qualcosa da dire. Proprio in questi giorni leggo sui giornali che i giovani sono indisciplinati, non rispettano le regole, non sono attenti alla questione del virus ma io non credo assolutamente che sia così. I giovani sono molto attenti ai loro familiari, a chi li circonda e sono consapevoli del rischio a cui si va incontro. È facile additare, scaricare la colpa. Ovviamente a livello generazionale un giovane ha un modo di divertirsi che una persona di 40-50 anni non ha più. È ovvio che i giovani, per natura, tendano a trovarsi in gruppo, a creare socialità con persone spesso e volentieri differenti. Secondo me la questione giovani non si pone, è ovvio che non saremmo tutti perfetti, c’è chi è più indisciplinato e chi meno ma sono sicuro che la maggioranza si comporti sempre nella maniera più corretta e consona alla situazione, facendo attenzione a chi hanno intorno. La situazione non è facile per nessuno e al posto di additarci e scaricarci la colpa, cerchiamo di uscirne – anche in questo caso – come comunità. Se le persone si uniscono e creano una comunità, difficilmente ne usciamo distrutti o con traumi maggiori ma se stiamo qui a darci la colpa anche le condizioni sociali potrebbero essere peggiori nel futuro”.

La gestione di Piazza Erbe a Bolzano è sempre tanto cara al Pd, un tuo parere…
“E’ un tema molto delicato, poiché ci sono tanti fattori in gioco, soprattutto le vite delle persone: dei giovani che vogliono divertirsi, dei locali che cercano di tenere aperto e fare il proprio lavoro e delle persone che vivono lì. È stupido pensare che bisogni ascoltare uno o l’altro o che uno abbia più diritto a vivere la propria socialità. È vero anche, però, che di soluzioni per i giovani se ne sono trovate poche e la soluzione non può essere chiudere piazza Erbe. Se non si costruiscono alternative, si sposta semplicemente la questione su altri posti. Bisogna trovare delle soluzioni che abbiano una prospettiva, senza spostare il problema. Soluzioni che vadano bene a chi vive nella zona, a chi lavora e a chi vuole divertirsi. Non si può assolutamente chiudere una piazza per un po’ di schiamazzi perché non sappiamo cos’altro fare. Questa è una soluzione a breve termine che dopo poche settimane si ripresenta”.

Ab di “Io sto con Bolzano” aveva proposto i navigli lungo il Talvera. Cosa ne pensi di questa soluzione?
“L’idea di fondo non è malvagia, il problema che anche lungo il Talvera la gente abita e basta davvero poco per disturbare chi dorme, non la vedo una soluzione a lungo termine perché si svilupperebbe lo stesso problema. Dal punto di vista estetico è un posto carino per immaginarsi una cosa del genere ma non si deve andare a distruggere o rovinare, anche solo in parte, l’aspetto ambientale. È una zona che va trattata con il rispetto che merita”.

Che prospettiva hai, come giovane, della tua città?
“Le prospettive sono buone e penso che questa città abbia la capacità di rinnovarsi e di crescere dal punto di vista della modernità e del rinnovamento. Abbiamo le risorse e le competenze per farlo, anche perché al momento chi ha dai 20 ai 30 anni ha poco da offrire a questa città. Prospettive ce ne sono e prendendo le scelte giuste Bolzano riuscirà a costruirsi il futuro che merita”.

Bolzano è una città vecchia e per vecchi?
“Penso che sia una città che si è adagiata su quella che è l’inevitabile situazione che porta a un invecchiamento della popolazione. È una città buona, se non ottima, per chi ha una certa età ma dal punto di vista giovanile ha molte carenze. Abbiamo un assessorato ai giovani che spero possa, un giorno, muoversi nella direzione giusta e fare un lavoro all’altezza di quello che meritano davvero i giovani di questa città”.

I tuoi obiettivi per le elezioni del 20-21 settembre 2020? Dove pensi di arrivare?
“Ovunque arriverò sarò contento perché sto portando avanti le mie idee e la mia voglia di rinnovamento. Non so quale sia il futuro del 20-21 settembre ma mi aspetto che le persone riescano a vedere come l’impegno giovanile sia sempre presente e non scontato. Qualsiasi cosa accada sarò felice perché mi sono messo in gioco, mi sono impegnato sempre e non solo negli ultimi due mesi di campagna elettorale, vedremo come andrà”.

E il Pd dove pensi che possa arrivare?
“Il Pd dipende un po’ quale strada intraprenderà perché è fatto dalle persone e dalle idee di chi raccoglie più consensi. È una questione dalla quale, in politica, non si scappa, può prendere la strada giusta come potrebbe non prenderla. Sono sicuro che la squadra che compone il partito in questo momento sia una squadra valida ma per il futuro di Bolzano mi aspetto altro e sono sicuro che riusciremo a costruire altro. Vedremo come andrà, è difficile fare pronostici”.

I punti chiave o le idee che vorresti portare avanti?
“Ci tengo ad alcuni punti in particolare: sicuramente l’aspetto giovanile, aspetto importante anche per l’età che ho. Tornando al discorso dei giovani in centro a Bolzano, credo che delle linee notturne degli autobus siano importanti, che sia giusto aumentarle e prolungare l’orario. L’ultimo autobus passa relativamente presto. Aumentare le linee del bus anche durante l’orario diurno, torniamo così sul tema di disincentivare l’uso della macchina. Bisogna ascoltare e capire quali siano le soluzioni che facciano usare maggiormente il trasporto pubblico. Poi c’è la questione abitativa dato che a Bolzano le case costano molto. Chi è giovane se ne rende conto facilmente, andare a vivere da solo e sostenere tutte le spese non è mai facile. Da questo punto di vista è importante usare le risorse del comune, utilizzare progetti di cohousing, soprattutto per chi ha difficoltà a pagarsi le spese. Bisogna creare una possibilità per i giovani di diventare più autonomi e attenti alle proprie esigenze. C’è l’aspetto ambientale su cui si deve sempre insistere, senza tralasciare i problemi che vive la città. Io credo che si siano fatte anche cose importanti come la scalinata arcobaleno, al parco del Petrarca, è stato un gesto importante. Le persone che passano si fermano a guardarla perché fa un bellissimo effetto ottico. Si è dato spazio a una comunità che è quella LGBTQ+, presente anche a Bolzano, e dall’altra si è rinnovato uno spazio per i cittadini. È un posto bello, lo era anche prima, ma si è riusciti a valorizzarlo, perché si è cresciuti sia attraverso lo spazio rinnovato che lo spazio dato a questa comunità. Infine l’attenzione per i giovani studenti deve essere massima perché la cosa che conta di più è dare la possibilità alle persone di costruirsi un futuro. Siamo ai minimi nelle classifiche per giovani neolaureati ed è importante che Bolzano ponga attenzione a questa categoria. Si tende a trascurarli perché i giovani votano poco e per chi fa politica è un problema. È importante dare spazi studio ai giovani, trovare sempre soluzioni, seguirli nelle varie problematiche. Ora c’era il problema di università e biblioteche chiuse, secondo me era importante che a livello istituzionale qualcuno trovasse una soluzione. Ci siamo fatti prendere da altri problemi, più o meno importanti, ma questo non può essere trascurato. Significa veramente dimostrare che l’interesse per la comunità giovanile è basso e privo di interesse. Bastava davvero poco, invece, anche a livello comunicativo, né Provincia, né Comune si sono attivati per questa categoria. Il momento è difficile ma non si può trascurare nessuno o favorire chi porta più voti o urla di più, bisogna ascoltare tutta la comunità”.



 

Chi o cosa ti spaventa di più alle prossime elezioni?
“A me spaventa che questa città non abbia una prospettiva del futuro e soluzioni concrete. Credo che i nostri avversari, la coalizione di centrodestra, guidata da Roberto Zanin, da questo punto di vista sia completamente fallace. Non vedo nelle loro proposte queste soluzioni, cosa che invece noi riusciamo a offrire con una figura come Caramaschi che, al di là di tutte le critiche possibili, ha governato e amministrato, magari sbagliando ma è la caratteristica di chi si mette in gioco e fa davvero qualcosa. Credo che serva una persona che abbia davvero competenze per governare una città come Bolzano. All’interno dei 5 quartieri – molto diversi tra loro – ci sono molte situazioni difficili da seguire e non è sempre facile dare le risposte che si aspettano i cittadini. Credo però che il lavoro nostro sia quello di dire: “Noi siamo sempre qui, ascoltiamo i problemi della comunità. Cerchiamo di dare le risposte più opportune possibili, stando sempre attenti alle sensibilità della comunità dal punto di vista psicologico, sociale ma anche delle soluzioni effettive per i quartieri”. Mi spaventa anche che chi è candidato non pensi solo alla questione politica ma all’avere un posto in consiglio comunale, assessorato o così via. Spero che chi faccia politica sia davvero intenzionato a risolvere i problemi della nostra città, invece ho già visto scene e fatti dove si sono intraprese delle strade solo per convenienze politiche. L’avversario vero è chi non ha cuore la propria città e non vuole costruire una comunità forte e coesa”.

Perché votarti?
“Sono un ragazzo di 22 anni, non ho raccomandazioni o influenze di nessun tipo, sono felicissimo così e sono assolutamente convinto di continuare così. Non mi sento il burattino di nessuno e sono una persona che con il proprio lavoro contribuisce alla comunità. L’ho fatto negli ultimi 2 anni, ho contribuito come potevo, sono attivo in moltissime associazioni e sono presente davvero, l’ho fatto e continuerò a farlo sempre, perché ho capito che la mia vita è proprio questo: contribuire alla comunità per costruirla e renderla più forte. Posso portare avanti l’aspetto giovanile, quello ambientale, lo voglio fare e i cittadini di Bolzano si renderanno conto di chi vive di slogan e chi è davvero sul campo e cerca di fare la propria parte, costruendo una cittadinanza più attiva, unita e coesa”.

Stefano Rossi

Foto Laratta