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Lago di Caldaro più basso? Manca la pioggia

LAGO DI CALDARO PIÙ BASSO? MANCA LA PIOGGIA 

Il Lago di Caldaro appare più basso del solito: è la sensazione che riporta l’attenzione sulla disponibilità d’acqua nel bacino dell’Oltradige. Un’impressione da verificare attraverso le misurazioni, ma che si inserisce in un contesto meteorologico preciso: settembre è stato particolarmente caldo e poco piovoso, soprattutto nella parte meridionale dell’Alto Adige.Secondo il bilancio pubblicato il 30 settembre dal Servizio meteorologico provinciale, nel sud della provincia è caduta circa la metà delle precipitazioni normalmente attese. Nel resto del territorio il deficit è stato più contenuto, intorno al 10%. Le temperature sono risultate superiori di 2,5-3 gradi alla media pluriennale. Il 4 settembre, a Bronzolo, la massima ha raggiunto 33,8 gradi.

Sono elementi compatibili con condizioni che possono favorire un abbassamento delle acque, senza però dimostrarne da soli l’entità. Come spiega Eurac Research nel monitoraggio dedicato alla temperatura dei laghi, il caldo favorisce l’evaporazione e può contribuire alla diminuzione del livello, mentre le precipitazioni lo alimentano. Il collegamento con la situazione segnalata a Caldaro resta dunque un’ipotesi plausibile da verificare sul bacino. Tutto abbastanza desumibile, peraltro. 

Il lago di Caldaro presenta caratteristiche che rendono importante seguirne l’equilibrio. La scheda dell’Agenzia provinciale per l’ambiente indica una superficie di 131 ettari, una profondità media di circa 3,5 metri e una massima di 5,6 metri. È alimentato da un immissario e da numerose sorgenti: per comprenderne l’andamento occorre quindi considerare anche gli apporti d’acqua, oltre alla pioggia che cade direttamente sulla superficie. 

Rimane aperta la domanda centrale: quanto è eventualmente più basso rispetto a un normale ottobre? Nelle fonti consultate non è stato possibile reperire una misura aggiornata accompagnata dal confronto con la serie storica stagionale. Non ci sono quindi elementi sufficienti per indicare centimetri persi, parlare di minimo record o attribuire il fenomeno esclusivamente alla mancanza di precipitazioni.Il deficit di pioggia di settembre, però, è documentato e il colpo d’occhio lascia assai poco all’immaginazione. Purtroppo. 

✍️ Alan Conti 

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