La musica piange: a Cassino è morto Claudio Coccoluto

ROMA. Lutto questa mattina nel mondo della musica per la morte di Claudio Coccoluto, deejay di fama internazionale. L’artista di Gaeta, in provincia di Latina, si è spento alle 4.30 nella sua casa di Cassino dopo un anno di malattia accanto alla moglie Paola e ai figli Gianmaria e Gaia. La sua carriera è durata oltre quarant’anni.

L’inizio della sua passione è un aneddoto tenero: si era innamorato dei vinili nel negozio di suo papà Erasmo, ex partigiano e proprietario di un negozio di elettrodomestici sul lungomare Caboto di Gaeta, a soli 13 anni. Coccoluto è stato tra i fondatori del noto locale della Capitale Goa (dopo il Seven Up di Gianola a Formia e l’Histeria di Roma) e ha lavorato come speaker radiofonico a Radio Deejay con il programma C.O.C.C.O. dopo aver iniziato nel 1978 a Radio Andromeda. Fu anche il primo deejay italiano a suonare al Sound Factory di New York. Il suo genere lo definiva “underground come variante della musica elettronica”.

Era noto anche per le partecipazioni ai programmi televisivi come Ciao Darwin (la puntata Lochness contro Fitness) e Matrix (nella puntata dedicata alle droghe stupefacenti). Dal 1990 produceva anche suo materiale con l’ultima pubblicazione a giugno 2008 (imusicselection5 – Vynil Heart). Sempre nel 2008 aveva curato le canzoni di “Io non ci casco” di Pasquale Falcone. Nel 2006 si era candidato alle Politiche con La Rosa nel Pugno dopo aver scritto un libro autobiografico intitolato “Io, Dj”. Nel 2018 aveva preso parte al docufilm Vinilici. Tanti i colleghi e le star della musica che lo stanno omaggiando in questi minuti. Tra i primi c’è il suo socio storico Giancarlo Battafarano: “Se ne va il più grande di sempre. Ha dato cultura alla musica dei club sempre pronto a metterci la faccia sia nei momenti gioiosi sia nelle difficoltà. Con lui se ne va una parte di me”.

Alan Conti


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