La lettera di un genitore allenatore: “Caro Kompatscher, quanta superficialità verso lo sport dei bambini”

BOLZANO. Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera indirizzata al presidente della Provincia sull’importanza di un mondo dello sport giovanile che, al momento, è congelato immobile. Parla un genitore che è anche allenatore.

 

Egregio Presidente del Provincia Kompatscher, egregio Assessore per lo Sport, 

Sono un genitore di un ragazzo di 16 anni, ed un allenatore di calcio di bambini in etá evolutiva. 

Sono, e con me tanti altri genitori ed allenatori/allenatrici, siamo sinceramente allibiti per la mancanza di tatto e sensibilità, ma soprattutto per la scarsa considerazione, nei confronti dei nostri ragazzi. 

Mi riferisco non solo alla situazione problematica delle scuole, con la continua didattica a distanza che oramai si protrae da mesi, ma in particolare nei confronti di una cosa che reputo primaria. Ogni giorno, infatti, esperti di salute e sociologia e psicologia raccomandano l’importanza del movimento fisico e dello sport. La politica decisionale continua a trascurare da mesi questi ragazzi. Mi riferisco all’impossibilità di praticare sport nelle società nemmeno all’aperto e nemmeno praticando esercizi individuali.

Le limitazioni alle attività fisiche, purtroppo, non riguardano tutti. Mi riferisco a quella categoria di società iscritte in associazioni a carattere nazionale che continuano tranquillamente, mentre oltre tre quarti dei ragazzi iscritti in società amatoriali stanno fermi ad osservare i loro amichetti, privilegiati, impegnarsi ad esercitarsi in quello che anche loro amano profondamente. Ciò riguarda “ovviamente” i maschietti, visto che per qualche motivo le femmine sono state improvvisamente ed inspiegabilmente fermate da un giorno all’altro.

È difficilissimo poi spiegare ad una ragazza/o di età tra i 6 – 14 anni, che un suo coetaneo può giocare perchè iscritto in una associazione diversa da un’altra. Se poi si hanno figli e si è costretti a continue giustificazioni. Le lascio immaginare l’imbarazzo e le difficoltà.

 In generale vorrei dire, che quando la pratica dell’attività fisica viene acquisita nell’infanzia, tende a divenire parte integrante dello stile di vita della persona stessa. Generalmente da bambini si apprendono quei comportamenti che perdurano nel tempo e che possono avere un’influenza sulla salute nelle età successive. Tra i fattori caratterizzanti gli stili di vita, l’attività fisica, ricreativa o sportiva, ha un ruolo prioritario per la salute e riveste particolare importanza in età evolutiva. 

Numerose ricerche e testimonianze scientifiche dimostrano infatti che svolgere attività fisica con regolarità promuove la crescita e lo sviluppo nell’infanzia, con molteplici benefici per la salute fisica, mentale, cognitiva e funzionali al raggiungimento di un sviluppo armonico.

Detto questo, non si puó non essere esigenti sul fronte sportivo amatoriale (ha letto bene amatoriale) visto che i semiprofessionisti si possono allenare. Questo status, oltre a creare una profonda divisione, riesce pure a penalizzare, se non a escludere, tutti quei ragazzi che sognano un futuro sportivo. 

Lei lo sa bene che i sogni, uniti ad una vera passione per lo sport, sono un motore per la crescita e la competenza dell’ individuo.

La partecipazione ad attività motorie può essere inoltre di supporto allo sviluppo sociale dei bambini / ragazzi, offrendo loro un’opportunità per l’espressione personale, la costruzione dell’autostima, l’interazione e l’integrazione sociale, con competenze e abilità utili per la vita futura. Stando all’attuale situazione di sospensione delle attività e del trattamento discriminatorio è evidente quindi che Lei e la Sua Giunta provinciale, stiate probabilmente sottovalutando un aspetto fondamentale come quello, appunto, del settore giovanile che è di fatto di assoluta importanza.

Quindi spero fortemente che possiate finalmente, autorizzare almeno un minimo allenamento per tutti i nostri ragazzi e non solo per alcuni. Spero anche che, oltre a fare tamponi gratuiti a tutti, consideriate anche le società sportive facendo in modo che questi bambini/e, ragazzi/e si possano allenare in sicurezza, contando sulla collaborazione provinciale.

Abbiamo già sperimentato l’allenamento individuale a settembre /ottobre sanificando gli attrezzi, controllando temperature, facendo igienizzare le mani di tutte e tutti sempre, usando noi allenatori mascherine FFP2, tracciando i contatti e compilando registri. Chiediamo solo di poter ricominciare con le medesime misure di contenimento (ed ancor più attenzione per evitare contagi), considerato l’esistenza dei protocolli che vengono usati nel resto d’Italia e dalle società professionistiche presenti sul territorio.

Spero e speriamo che arrivi un aiuto, una considerazione, dal Presidente ed Assessore allo Sport Arno Kompatscher.

Cordiali saluti… e Buon Lavoro.

Aldo Pallaoro