Kompatscher: “I perchè di un nuovo lockdown duro in Alto Adige”

BOLZANO. Nel giorno della presentazione del lockdown duro per altre tre settimane (comunicato dalla Provincia insolitamente dopo un comunicato stampa e prima dell’ordinanza) il presidente Arno Kompatscher ha deciso, inizialmente, di lodare i test. “Farne moltissimi ci ha permesso di tenere aperte diverse attività e garantire libertà individuali come a Natale”. Numero di test che, per la verità, non è mediamente cambiato rispetto a quelli di adesso. La vera novità è la diffusione della variante. “Sono vari motivi che ci hanno portato a questa scelta condivisa da tutta la giunta. Certo c’è una preoccupazione condivisa anche con il governo di una nuova accelerata dei contagi proprio per questo nuovo fattore. Ora cerchiamo un patto con i cittadini e con i media”. Complicato, però, chiedere un patto solo dopo aver lasciato circolare le misure restrittive contestualizzandole con una conferenza stampa dopo ore. Un metodo che ha causato molta confusione. Parti della Lega, oltretutto, hanno preso nettamente le distanze dal terzo lockdown incrinando il concetto di unitarietà della giunta.

Cosa non ha funzionato, però, della via altoatesina?

“Io mi domando cosa la porta a questa domanda. La via altoatesina è stata quella di cercare di permettere cose anche quando il virus circolava. Questa è tuttora la nostra filosofia. Il commercio ha avuto l’attività prima di Natale e per i saldi. Bar e ristoranti hanno lavorato in alcuni periodi. Le mutazioni hanno cambiato lo scenario: si legga gli articoli su quanto accaduto in Irlanda. Oggi stesso ho sentito il governatore del Tirolo e loro hanno avuto misure molto più rigide ma sono ugualmente a rischio quarantena. Hanno sbagliato anche loro strategia? Dico grazie ai cittadini che hanno seguito le regole ma dico anche che è vero che purtroppo c’è sempre qualcuno di troppo che non rispetta le norme. I focolai nascono spesso da feste. Avremo un incontro con i sindaci chiedendo massicci controlli. Dobbiamo sfruttare ora il periodo di ferie per intervenire. Speriamo che ora i vaccini arrivino in tempo

Cosa significa che le aziende devono testare regolarmente?

“Per i test avremo domani un incontro con le parti sociali perché questo va concordato. Cercheremo come coinvolgere aziende e datori di lavori in collaborazione con Asl e Protezione Civile”

Dove sarà obbligatoria la mascherina ffp2?

“Trasporto pubblico locale, servizi alla persona e anche quando si va a fare la spesa”

Intanto il consiglio provinciale lamenta di non essere stato informato…

“Mi sorprende. Abbiamo avuto discussioni continue con i consiglieri. Ogni giorno abbiamo colloqui a 360 gradi. Le decisioni definitive sono state prese solo ieri sera. Durante la seduta non avevamo ancora deciso di intraprendere misure più restrittive da subito. Non posso informare il consiglio provinciale di decisioni che ancora non c’erano”

L’unità della giunta scricchiola.

“Abbiamo discusso molto. D’altronde è normale per la vastità dei settori coinvolti. C’è stato un confronto e siamo perfettamente consci di cosa comportino queste decisioni per la gente”

La Provincia sosterrà le famiglie per i costi legati all’obbligatorietà delle ffp2?

“No, cercheremo di fare un’iniziativa con le farmacie e con i fornitori per fare in modo di offrirla, magari, ai supermercati e nei negozi. E’ un tema che, intanto, introduciamo come obbligo poi valutiamo come permettere alla cittadinanza di seguire al meglio questo obbligo”



LA SITUAZIONE SANITARIA. L’assessore provinciale Thomas Widmann ha stilato il quadro sanitario. “La prima preoccupazione è che non crolli il sistema. In terapia intensiva abbiamo tra i 28 e i 34 posti occupati e questa parte è, al momento, sotto controllo. L’intero complesso sanitario non è comunque al 100%: sta subendo ugualmente pressioni difficili da gestire con un quadro che è, quotidianamente, più pesante”. I numeri, tuttavia, sono labili: “Può accadere che sbalzino velocemente. Dopo le feste natalizie abbiamo temuto nuove ondate e non ci sono state. Il problema è che i dati, pur testando tantissimo, non sono calati ma crescono costantemente piano piano”. Spunta poi la vera novità: la presenza anche in Alto Adige della variante. “E’ molto più infettivo. Per questo dobbiamo fare un veloce e sicuro lockdown per tre settimane. Riaprire tutto dopo questi giorni? Sarebbe assurdo pensare ad un ritorno immediato alla normalità. La voglia è che tutti ci impegniamo assieme per arrivare ad una condizione di riapertura. Abbiamo visto che è soprattutto il privato a diffondere il contagio”. Ci saranno anche più vaccinati. “Sì, circa 20-30.000 persone”.

IL SETTORE SOCIALE. Del mondo sociale ha parlato l’assessore provinciale competente Waltraud Deeg. “Prendendo una decisione del genere siamo consci di creare dei disagi molto forti, soprattutto tra le fasce deboli. Tutti i servizi socio sanitari rimarranno aperti e proseguirà la campagna di vaccinazione nelle strutture per anziani. Siamo alla seconda dose già in 46 residenze su 86.

LA SCUOLA. Impatti importanti anche sula scuola. “Asili nido e scuole materne saranno sempre aperte – specifica l’assessore alla scuola italiana Giuliano Vettorato – mentre le elementari si fermeranno mercoledì. Medie e superiori avranno la didattica a distanza da lunedì. Di ritorno dalle vacanze di Carnevale torneranno in presenza fino alla terza media, per le superiori bisognerà attendere una settimana in più”.

Ieri si è sancita la prima frattura nella maggioranza con il voto contrario suo e di Bessone in giunta. Perché? Ha pesato il sostegno Svp a Conte?

“Frattura direi che è eccessivo. L’obiettivo non è stato discutere come fare questo lockdown che poi non è un lockdown. Abbiamo avuto pensieri diversi su modalità e tempistiche. Sulla scuola il percorso ci vede concordi ma su altri settori avremmo scelto dei tempi differenti. Sull’appoggio Svp a Conte è una scelta che non ho condiviso ma in questo momento stiamo lavorando al livello principale”



IL MONDO ECONOMICO. Il contesto economico è stato analizzato dall’assessore Philipp Achammer. “Abbiamo fatto lavorare le nostre imprese quanto più possibili. Con le classificazioni cromatiche avremmo dovuto chiuderli prima e non lo abbiamo fatto”. Va detto, tuttavia, che i motivi della Provincia in quel caso non furono economici ma di una situazione giudicata completamente diversa da quella restituita dai numeri di Roma. Oggi la posizione è che i numeri descrivevano sì una situazione critica (allora i dati erano errato o meno?) ma la Provincia ha deciso di andare avanti per aiutare le imprese. “Durante queste tre settimane le attività produttive potranno proseguire ma avranno un obbligo di test dei dipendenti.

Oggi siete in grado di dare qualche indicazione in più sui ristori?

“Non chiederemo risorse in più allo Stato ma chiediamo una regolarizzazione che impone il divieto di indebitarsi anche se hai i conti in ordine. Purtroppo c’è la crisi di governo. In  parallelo lavoriamo per decidere come investirli. Stiamo lavorando ad un pacchetto di misure in aggiunta a quello statale. Lavoriamo sul modello del contributo a fondo perduto a fronte di una diminuzione del 30% delle entrate. Per le medie imprese avremo contributi calcolati sui costi cui non riescono a far fronte le attività. Sappiamo di dover investire una somma notevole e questa somma ci sarà”

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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