Italia attenta: con la Svizzera non sarà facile

ROMA. Non sarà facile. Questo è il punto di partenza della partita che stasera alle 21.00 a Roma riporterà in campo l’Italia vista e piaciuta della prima sfida con la Turchia. Stavolta attendiamo la Svizzera: avversario che ci ha sempre dato dei problemi. Una vittoria significa qualificazione e se il Galles non batterà la Turchia (probabile) anche primo posto aritmetico. Una sorta di lusso in antitesi ai tradizionali affanni italici nelle fasi a gironi. Negli ultimi incroci con gli elvetici, però, abbiamo portato a casa una sola vittoria. Diciotto anni fa. Poco importa che la Svizzera abbia steccato l’avvio con il Galles con alcune stelle sottotono: qui ci saranno altre motivazioni e pure le spalle abbastanza al muro dato che l’Europeo non è un torneo da Storia Infinita. Xhaka e Seferovic potrebbero ridestarsi e Petkovic in panchina è un volpone che ha domato Lotito. Non semplice. Freuler con la benzina Gasperini è stato il secondo miglior giocatore per media voto del campionato dietro a Lukaku: frullerà tra Jorginho e Locatelli e darà fastidio. Shaqiri è una mezza punta da appuntamento su Tinder: non sai mai come si presenterà ma se è la serata giusta ti schianta. Il più preoccupante è però Embolo che nella partita d’esordio è parso elettrizzato. Fisico, potenza e tecnica. Sarà più tosto degli attaccanti turchi per Chiellini e Bonucci. Vediamo se nei raddoppi Di Lorenzo non sarà troppo leggerino (il dubbio con Toloi era legato proprio a questo aspetto). Punti deboli? Ce ne sono ovviamente. Difficoltà nell’impostazione dal basso e fasce non proprio da catturare l’occhio. Mbabu scorrazza forte a destra ma difende in modo inversamente proporzionale, Rodriguez lo conosciamo e non è certo ingestibile. Spinazzola, Di Lorenzo, Insigne e Berardi sono allertati nell’allargare il più possibile il campo. E poi in panchina c’è Chiesa che potrebbe spaccare la partita quando le gamme saranno più pesanti. La difesa avversaria, inoltre, non è un Mose moderno ma spesso ha paratie a tenuta poco stagna. Attenzione che la Svizzera ha anche riposato un giorno in meno rispetto a noi e si è sorbita uno spostamento da Baku a Roma mentre gli Azzurri sono rimasti tranquilli in Italia.

C’è spazio per la fiducia ma antenne dritte: non sarà facile.

Alan Conti