Irbm Pomezia: “Entro giugno gli italiani che vorranno farlo potranno vaccinarsi”

BOLZANO. Il Financial Times ha pubblicato alcune anticipazioni sui risultati della sperimentazione del vaccino sviluppato dall’università di Oxford in collaborazione con l’azienda farmaceutica Astrazeneca. Le dosi innescherebbero un forte risposta immunitaria anche negli anziani.



Una volta terminata la Fase 3 del vaccino bisognerà attendere l’approvazione degli enti regolatori prima che possa essere sottoposto alla vaccinazione. Nel dettaglio, comunque, le dosi generebbero nell’organismo gli anticorpi e i cosiddetti linfociti T che hanno il compito di identificare e distruggere gli agenti patogeni invasori o le cellule contagiate. “Se tutto andrà bene – spiega il presidente di Irbm di Pomezia Piero Di Lorenzo che ha sviluppato il vaccino assieme ad Oxford – avremo le prime dosi entro la fine dell’anno. Saranno tra i due e i tre milioni. Il contratto tra Astrazeneca e l’Ue prevede la consegna di 300 milioni di dosi entro giugno 2021 e, per l’Italia, circa 10 milioni di dosi al mese. Entro giugno 2021 chi vorrà vaccinarsi potrà farlo”.

Il timore sono i tempi a disposizione degli enti certificatori. “Normalmente impiegano tra i 6 e i 12 mesi ma, vista la situazione, è ragionevole ipotizzare che eliminino tutti i passaggi burocratici ed amministrativi non strettamente necessari. Per il resto un vaccino è considerato tale se ottiene il 50% di efficacia. Nelle sperimentazioni di Fase 1 già pubblicate si raggiungeva il 90% che, con un richiamo, può arrivare al 95%”.

Alan Conti

Foto Plixnio