Influencer e politica: Fedez pioniere di una nuova era?

BOLZANO. Quello che è successo il primo maggio, giorno in cui un artista fa scacco matto alla Rai andando sul palco del concerto a compiere un attacco politico alla Lega è un atto che dovrebbe preoccupare anche una macchina ben rodata come quella di Morisi, “la bestia di Salvini”. A questo ci aggiungiamo che Fedez è riuscito nel suo intento pur condividendo le registrazioni delle conversazioni sui social mettendo all’angolo i vertici Rai. Telefonate in cui volano parole grosse, dove si evince un velato tentativo di censura da parte dell’emittente televisiva non andato a buon fine.
La reazione di Salvini sulle sue pagine social invece? Non un attacco ma un invito ad un confronto. Di fatto si snatura anche la comunicazione del leader della Lega, più avvezza solitamente allo scontro che al confronto.

Adoro la Libertà.
Adoro la musica, l’arte, il sorriso.
Adoro e difendo la libertà di pensare, di scrivere, di parlare,…

Pubblicato da Matteo Salvini su Sabato 1 maggio 2021

A questo punto la domanda è inevitabile: in che direzione sta andando la comunicazione, e in particolare quella politica, se entrano in gioco influencer che hanno il triplo dei followers dei politici più seguiti e che fanno più ascolti ogni giorno con qualunque video rispetto alle trasmissioni televisive più viste?
Nel momento in cui sembrava che ci fosse un parziale ritorno ad una comunicazione “istituzionale”, fuori dai social e addirittura con della gaffe in diretta tv con l’avvento di Mario Draghi (che ha chiamato deputati i senatori con conseguente mormorio dei presenti), l’irruzione di Fedez ribalta lo scenario. Oltre 12 milioni di followers (solo su Instagram) hanno un peso insormontabile e possono cambiare la direzione della comunicazione con un solo evento, a volte con una sola story. È di fatto quello che è successo ieri, l’influencer ha vinto a mani basse contro ciò che fino al giorno prima erano considerati “poteri forti” (dal punto di vista della comunicazione).


Ma a questa potrebbero susseguirsi molteplici domande.
Tra quanto assisteremo a politici di ogni campo che si affidano al loro “influencer di partito”? È uno scenario verosimile? E se sì, vedremo come sempre chi lo cavalcherà e chi cercherà di opporvisi ritrovandosi schiacciato e ignorato?
E se poi l’influencer aumentasse il consenso elettorale e decidesse di sostituire il politico?

Potremmo considerare Fedez il pioniere di una rivoluzione che potrebbe avvenire in breve tempo. Staremo a vedere quali contromisure prenderanno i politici e le istituzioni.

Angelo Liuzzi


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