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Il nostro futuro si conserva sotto-zero

La banca del germoplasma di Laimburg, insieme alle 1000 banche dei semi sparse in tutto il mondo, preserva il nostro futuro alimentare conservando i semi di cereali ed ortaggi a basse temperature

Funziona come un enorme congelatore, ma all’interno, ad una temperatura di meno 20 gradi, al posto di carne e pesce, sono conservati circa 300 barattoli in vetro contenenti semi e granaglie.

Il Centro di Sperimentazione Laimburg salvaguarda così il nostro futuro: conservando nella banca genetica custodita dentro alla roccia della sua sede, i semi del passato.

LA CAMPAGNA DI RACCOLTA SEMI DI LAIMBURG

Presso Laimburg, si è cominciato a preoccuparsi del futuro della biodiversità locale già negli anni ’90. La campagna di raccolta, denominata progetto Gene Banks, si avvalse all’epoca dei giornali locali, dove gli annunci del centro invitavano i contadini della zona a conferire semi di cereali ed ortaggi alla banca dell’istituto.

Tra le 150 varietà di cerali conservati, i più rappresentati sono segale, grano saraceno, avena, orzo, frumento e mais. Fagioli, barbabietole, patate, fave e piselli costituiscono invece il cuore del gruppo dei 100 ortaggi. Completano la collezione papavero, lino, trigonella ed altre erbe, per un totale di altre 50 varietà.

LA SALVAGUARDIA DELLA BIODIVERSITA’ IN ALTO ADIGE

Ciclicamente, i semi conservati al freddo vengono reimmessi nel terreno per crescere e dare vita a nuove piante, come è successo solo l’anno scorso per alcune varietà di avena piantate nel campo sperimentale di Teodone, nell’ambito del progetto Field100 realizzato in collaborazione con l’azienda Dr. Schär. Lo scopo è quello di moltiplicare il materiale genetico per ottenere del seme fresco che verrà a sua volta conservato per i successivi anni. Questa alternanza permette di perpetuare la conservazione delle specie vegetali per secoli.

La necessità di intervenire a salvaguardia della biodiversità ha radici soprattutto economiche: in Alto Adige l’area agricola dedicata alla coltivazione dei cereali si è ristretta dai 20.000 ettari di 100 anni fa, dislocati in gran parte in Val Venosta, ai 4-5000 di oggi, dove i seminativi sono stati sostituiti dalle ben più redditizie coltivazioni di mele ed uva.

PERCHE’ LA BIODIVERSITA’ E’ IMPORTANTE

Inoltre, mantenere la varietà genetica permette di preservare la disponibilità di piante con caratteristiche diverse per le necessità del futuro. Il dottor Manuel Pramsohler, Responsabile del gruppo di lavoro Colture Arative e Piante Aromatiche spiega che “Come conseguenza del costante processo di ibridazione, oggi in commercio abbiamo semi diversi da quelli di 100 anni fa, elaborati secondo le caratteristiche richieste dalla moderna agricoltura e dal mercato. Ma è fondamentale mantenere le antiche qualità in vita, perché in futuro potremmo aver bisogno di semi con specificità diverse, a livello di maturazione, di concentrazione di sostanze nutritive, di resistenza a talune malattie. Per un futuro breeding è quindi fondamentale conservare più variabilità possibile.”

A Laimburg non ci si dimentica nemmeno degli alberi da frutto: all’interno del centro di sperimentazione sono infatti coltivate anche le antiche varietà di mele, rappresentate oggi da 120 entità collezionate.

DALLA MILLENNIUM SEED BANK ALLA SVALBARD GLOBAL SEED VAULT: LE BANCHE DEI SEMI NEL MONDO

L’esperienza del centro di sperimentazione Laimburg con la conservazione dei semi non è unica. In tutto il mondo infatti esistono oltre 1000 banche dei semi, in gran parte inaugurate intorno al 2010 – anno dedicato alla biodiversità dalle Nazioni Unite – e supportate dalla FAO. La più grande è la Millennium Seed Bank, nata nel 2000 da un progetto dei KEW Gardens di Londra, che oggi ospita più di 2.4 miliardi di semi provenienti da tutto il mondo.

La più iconica, grazie alla sua famosa struttura architettonica che emerge dalla roccia, è la Svalbard Global Seed Vault, dove si conservano più di un milione di semi sotto uno spesso strato di permafrost. A 15 anni dalla sua fondazione, la banca dei ghiacci gestita dall’ente di emanazione FAO Crop Trust, riceve ogni anno nuovi contributi da tutti i paesi del mondo. Una vera e propria polizza di assicurazione sul nostro futuro alimentare: “Le banche genetiche, e i piccoli semi che vi sono conservati, rappresentano speranza e sicurezza in un mondo che vive una crescente incertezza”, ha commentato Stefan Schmitz, Executive Director di Crop Trust. In un mondo in cui la crisi climatica, la perdita di biodiversità, le catastrofi naturali e i conflitti destabilizzano sempre più i nostri sistemi alimentari, non è mai stato così importante dare priorità alla salvaguardia di questi piccoli semi.”

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