Il furto della Gioconda per portarla agli Uffizi: fu arrestato persino Picasso

BOLZANO. Il 9 dicembre 1913 il dipinto, che vedete nella foto, a cura di Raffaello Sanzio (Ritratto di Baldassarre di Castiglione) era esposto presso il Louvre al posto della Gioconda. Il famoso ed enigmatico quadro dell’italiano Leonardo infatti era introvabile, rubato nell’agosto 1911. Furono perfino arrestati come possibili ladri (per eccesso di zelo della polizia francese che brancolava nel buio) Apollinaire e Picasso.

A trafugare il quadro, invece, fu il restauratore italiano Vincenzo Peruggia, che in quei giorni del 1913 tentò di rivendere il dipinto a patto lo si conservasse poi in Italia. Questa mossa lo tradì e venne arrestato dalle autorità italiane e processato. Il Peruggia subì un processo che lo vide colpevole ma il suo gesto, che tenne a descrivere come patriottico, gli portò i favori del popolo.



La Gioconda fu donata ai francesi, è vero, ma le opere d’arte  rubate e razziate da Napoleone in Italia (e mai restituite) spinsero il Peruggia al patriottico, a detta sua, gesto. Il restauratore italiano avrebbe voluto la Gioconda esposta agli Uffizi. Curioso come il dipinto che la sostituì non sia però opera delle ruberie di Napoleone ma fu comprato e poi donato ai reali francesi da un prelato.

Per capire invece le ruberie di Napoleone in Italia invece esiste un bellissimo libro che vi consiglio, ogni italiano dovrebbe leggerlo: Napoleone, il flagello d’Italia di Antonio Spinosa, edito Mondadori anche in economica.

Marco Pugliese

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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