Un euro di affitto al mese: Ikea lancia la sua micro-casa

Interessante progetto di Ikea che lancia le Tiny Homes. Una soluzione che permette di vivere in 10 metri quadri spendendo appena 77 centesimi di affitto al mese. Che futuro può avere?

Un appartamento in affitto ad un euro al mese. Anzi, a 77 centesimi. Qualcosa di impossibile a fronte del caro casa che coinvolge praticamente tutta l’Europa ma è esattamente il nuovo prodotto lanciato da Ikea. In Giappone, certo, ma il Paese asiatico potrebbe rivelarsi presto solo la prima pietra di una veloce espansione. Ci sarebbero anche le condizioni per esportarlo in altre realtà.

COSA SONO LE TINY HOMES DI IKEA?

Le Tiny Homes firmate Ikea sono delle unità abitative di appena 10 metri quadri dove si può tranquillamente vivere. Sono state realizzate a Tokyo: se vogliamo il tempio globale degli spazi vitali ristretti. Nonostante le ampiezze anguste si tratta, in realtà, di unità abitative abbastanza confortevoli con cucina, letto, bagno e persino un divano con la televisione. Senza dimenticarsi della scrivania per lavorare.

L’ORGANIZZAZIONE INTERNA

L’organizzazione interna è chiaramente l’esaltazione della poliedricità dei mobili componibili del marchio svedese. Minimalisti e modulari con una spiccata propensione a valorizzare lo spazio in verticale della case. Non a caso il letto è soppalcato. La sensazione, tuttavia, non è quella di un sacco a pelo costretto nella sua confezione, anzi. La percezione globale non è troppo distante dalla camera di un albergo. Certo, viverci è un altro paio di maniche ma sono pur sempre 77 centesimi al mese.

LA TROVATA PUBBLICITARIA FIRMATA IKEA

E’ ovvio che si tratta (anche) di una campagna pubblicitaria. L’affitto a pochi spiccioli e la possibilità di mettere in mostra tutta la versatilità dei prodotti rappresentano un prodotto di marketing accattivante. A conferma di questo Ikea ha prodotto una serie di video con la mascotte Blahaj (uno squalo cresciuto nei mari svedesi e trasferitosi a Tokyo) per presentare il progetto utilizzando dei codici comunicativi tipici dell’advertising nipponico. Un filo troppo enfatizzati per il pubblico europeo ma chiari. Eppure non tutto si risolve in una semplice campagna pubblicitaria.

La presentazione del micro alloggio con la mascotte Blahaj

PERCHE’ POTREBBE ESSERE UN PROGETTO SERIO ED ESPORTABILE

Nel lancio delle Tiny Homes ci sono degli aspetti che sono molto concreti. Anzitutto non parliamo di una sola unità abitativa ma di una serie di alloggi che sono realmente messi in affitto a Tokyo. Gestiti, peraltro, da un’agenzia immobiliare marchiata Ikea. Per accedervi bisogna essere membri dell’Ikea Family (praticamente avere la tessera) e vincere una sorta di concorso ma saranno realmente abitate da qualcuno. I micro appartamenti, per di più, si trovano nel quartiere di Shinjuku a Tokyo che è uno dei più ambiti essendo uno dei cuori economici e moderni. Non la periferia.

Una panoramica del quartiere di Shinjuku dove si trovano i micro alloggi Ikea

Cosa ci guadagna, però, Ikea? Prima di tutto un forte ritorno pubblicitario finanziato acquisendo, di fatto, l’immobile e strutturando un battage originale ma non esagerato (d’altronde ne stiamo parlando in Italia). In misura minore va considerato che qualsiasi arredo, decorazione, mobile o elettrodomestico sono griffati Ikea. E’ plausibile, quindi, pensare che qualsiasi inquilino sia vincolato a sostituzioni, modifiche o banali manutenzioni legate al marchio svedese. Creare un’alternativa alla fame sociale di alloggi, infine, sarebbe uno straordinario valore per il brand. Elementi che, in ottica multinazionale, contano molto più di qualche investimento immobiliare.

Alan Conti

Foto Ikea