I racconti di Lucarelli per il nuovo calendario storico dei Carabinieri

Presentato oggi anche in Alto Adige il calendario storico dell’Arma dei Carabinieri. “Quest’anno – spiega il comandante provinciale Raffaele Rivola – ricorre il centenario de regolamento dei Carabinieri e questo è stato lo spunto per un’analisi storico evolutiva dei nostri regolamenti alla ricerca di elementi di continuità e di progresso. Già nel 1822, per esempio, c’erano delle raccomandazioni che ancora oggi sono attuali. Il complesso dei valori è rimasto il medesimo”.

Il calendario è ormai un’opera d’arte e di collezione ininterrottamente dal 1950. Conosciuto e rinomato in tutto il mondo. “Negli Emirati le forze di polizia locali mi chiedevano proprio il calendario. Una fama sorprendente con pubblicazioni in diverse lingue straniere. C’è anche un’edizione in lingua sarda” continua Rivola.

Due gli artisti che hanno lavorato al calendario: lo scrittore Carlo Lucarelli e l’artista della transavanguardia Sandro Chia. “È un’opera da guardare e da leggere come un racconto. Il fil rouge sono i precetti del regolamento generale con la narrazione di alcuni episodi realmente accaduti. È un piccolo romanzo”.

A gennaio, per esempio, ecco il racconto di un milite che deve entrare in una casa durante l’epidemia di colera. L’inquilino nega la malattia e protesta vibratamente. Era il 1836. “Inutile sottolineare come l’inizio di questo calendario sia di grande attualità” sottolinea il comandante.

In un altro episodio si citano le armi del sorriso e della divisa per il carabiniere. “È quello che vogliamo usare per instaurare un rapporto di fiducia con la popolazione”.

A marzo spazio all’eroismo di chi lavora nel reparto operativo rispondendo ad una chiamata d’emergenza di un bambino di scuola media che si trova su un autobus dirottato da un autista malintenzionato. “Sono operatori centrali che spesso hanno un compito molto complicato nel gestire situazioni difficili. Meritano un giusto riconoscimento. Non solo chi sta sulla strada salva le vite”.

Rivola ricorda poi con piacere la storia ambientata in Aspromonte negli anni ’80 pubblicata a luglio con la cattura di alcuni sequestratori. “In poche righe il lettore si sente lì con la responsabilità di trovare qualcuno di sequestrato trattando con un criminale”.

L’ultimo capitolo, a dicembre, arriva sulle Dolomiti al Natale 2020. “Ha come protagonista una giovane carabiniere in servizio presso una delle stazioni dolomitiche. È campionessa di biathlon e viene incaricata di trasportare delle medicine ad una signora in un luogo bloccato dalla neve. Con le ciaspole la raggiunge ma scopre che nell’ armadietto delle medicine della signora le scorte sono piene. Si trattava solo di una chiamata per avere compagnia durante il pranzo di  Natale e la ragazza dell’Arma lo capisce fermandosi con l’anziana”.

“Modernità e tradizione sono un tandem indossidabile – spiega il comandante provinciale del reparto operativo Alessandro Coassin – e la natura di queste storie nel calendario percorre proprio questo binario. In ogni pagina ognuno di noi ci legge le proprie esperienze di vita”.

Oltre al calendario storico (che chiude la trilogia della transavanguardia dell’ultimo triennio) è stata preparata anche un’agenda con i carabinieri nei romanzi e nei fumetti come argomento centrale. “Sono una tradizione italiana perché sono persone tra la gente. I proventi delle agende andranno ad un ospedale pediatrico di Palermo mentre quelli del calendario da tavolo andranno all’Opera Nazionale Orfani Arma dei Carabinieri. Calendarietto che torna sui paesaggi rurali e i borghi con valorizzazione degli alberi centenari sul territorio italiano”.

Linda Baldessarini

Foto Arma dei Carabinieri