I Nas sequestrano mascherine e tute nei magazzini Asl e in tutti gli ospedali altoatesini

BOLZANO. I carabinieri del Nas di Trento, con collaborazione del comando provinciale di Bolzano, hanno effettuato ieri un sequestro preventivo di mascherine, tute asettiche e tute non asettiche presso i sette ospedali altoatesini e i magazzini dell’Azienda Sanitaria a Bolzano al civico 33 di via Galvani e ad Ora. L’operazione, autorizzata dal gip Emilio Schönsberg nell’ambito dell’inchiesta curata dal pm Igor Secco, aveva come scopo di impedire l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale da parte del personale dell’Asl. In un’intervista rilasciata alla Rai, infatti, il direttore generale Florian Zerzer aveva fatto riferimento ad un test valido svolto da Dukra su un campione di mascherine asserendone il buon esito. La valutazione (che peraltro risulterebbe invece negativa) sarebbe stata svolta secondo gli uomini dell’Arma su un campione differente rispetto a quello presente nei magazzini e negli ospedali del territorio. La busta di contenimento delle mascherine testate, infatti, presenta la scritta Kn95 su un lato differente rispetto a quelle stoccate ed è anche corredata da un timbro rosso che non è presente in quelle in dotazione dell’Asl. Il campione, arrivato da Vienna e inviato dall’Asl all’esame di Dukra, viene quindi giudicato in realtà potenzialmente difforme rispetto ai dpi in dotazione all’Azienda Sanitaria. Il sequestro, dunque, è scattato per evitare che le mascherine venissero utilizzate in ragione di un presunto esito positivo di un test effettuato, però, su una partita differente rispetto a quelle presenti nei magazzini.



Un altro capitolo, inoltre, si è aperto sulle tute asettiche che, rispetto a quelle non asettiche, erano state giudicate idonee dall’Inail. Secondo un’ulteriore verifica da parte del perito del gip, invece, all’interno di uno stesso lotto ci sarebbero alcune tute asettiche idonee e altre non idonee. Salterebbe, quindi, la certezza del processo di produzione rendendo inutilizzabili anche questi dispositivi vista l’impossibilità di testare ogni singola tuta prima dell’utilizzo.



I carabinieri, infine, stanno svolgendo alcune indagini sulle infezioni da Covid che hanno colpito gli operatori Asl dal 2 al 20 aprile. Gli uomini dell’Arma, infatti, vogliono capire se i contagiati abbiano utilizzato o meno i dispositivi oggetto dell’indagine. In particolare sei dei contagiati (tutti operatori sociosanitari) avrebbero ammesso di aver fatto uso dei dispositivi prima di infettarsi. Andrà chiaramente verificato ed eventualmente dimostrato il nesso di causalità.

Alan Conti

Foto Bz News 24