Gasser ricorda Mohoric: “Straordinario talento naturale”
“Era un talento naturale, sapeva dirti su quale pneumatico della macchina si era appena appoggiata una formica mentre si trovava al volante”. Alexander Gasser, titolare della Gasser Iveco, ieri ha raccolto le forze per ricordare Jozef Mohoric, centauro di 48 anni che ha perso la vita domenica in un tragico incidente a Grumes in Val di Cembra. Austriaco d’origine e residente a Laives, Mohoric lavorava da 12 anni per l’azienda di veicoli professionali in via Di Vittorio a Bolzano. “Il 16 settembre sarebbero stati 12 anni pieni – ricorda Gasser – e vanno celebrati lo stesso per la sua enorme professionalità. Era arrivato come autista ed è presto diventato custode con responsabilità organizzative e collaudatore. Ci siamo subiti accorti che la sua enorme passione lo portava ad avere una marcia in più nella valutazione dei mezzi e nella loro gestione. Nel complesso aveva presto preso dimestichezza anche con il meccanismo di pannelli voltaici e delle pompe di calore portandoci a sceglierlo come custode con ampie mansioni di coordinamento nell’intera struttura”.
UNA FIDUCIA CIECA
Gasser si fidava ciecamente delle sue valutazioni. “Abbiamo deciso di incaricarlo come collaudatore ufficiale di qualsiasi nuovo veicolo. Aveva una sensibilità verso il mezzo fuori dal comune cogliendone ogni tipo di sfumatura. Mi ripeto ma eravamo di fronte ad un talento davvero fuori dal normale. Sia con le automobili sia con le moto. Nell’ultimo periodo avevamo strutturato la sua area di lavoro in modo che fosse affiancato da una persona per le parti più burocratiche e coordinative lasciandogli margini più ampi nella prova e nella valutazione delle macchine. Abbiamo sempre creduto moltissimo in lui”.
“PER STRADA NON AVREBBE MAI CORSO”
La notizia dello schianto fatale contro una Fiat Panda guidata dal ventenne trentino Patrick Amort (anche lui deceduto) ha spezzato il fiato di tutti in azienda. “Le garantisco che Jozef in strada non correva. Solo due settimane fa era stato in pista a Misano e frequentava spesso i circuiti. Il motivo era molto semplice: non concepiva la strada come il luogo dove divertirsi con le performance del mezzo. Anche per lavoro frequentava spesso il Safety Park: sapeva perfettamente che la velocità va seguita e provata solo in determinate condizioni. Era una sua precisa filosofia e scelta”.
LE CONDOGLIANZE DELLA MOTORIZZAZIONE
Un dettaglio, infine, descrive la capacità di Mohoric di farsi apprezzare. “Oggi (ieri per chi legge) – conclude Gasser – mi sono arrivate centinaia di condoglianze da parte di clienti e funzionari della Motorizzazione Civile di Bolzano. Era riuscito a stringere dei legami affettivi e professionali con queste persone che vanno anche oltre quello che mi sarei immaginato. Ci mancherà tantissimo”.

