Gas refrigeranti, fino a 100.000 euro di sanzione se non si fanno controllare

BOLZANO. I gas refrigeranti rappresentano un rischio per l’ambiente se non controllati e la legislazione italiana ne ha preso atto. Dal 17 gennaio entreranno in vigore le sanzioni per chi non controlla regolarmente i propri impianti o ha dei difetti in essi. Privati o aziende.. “E’ il regolamento 517 del 2014 – spiega Alessandro Masera, consulente commerciale dell’azienda altoatesina specializzata Climant – inerente la verifica di eventuali perdite di questi gas in atmosfera”

Che importanza ha questa regolamentazione?
“Moltissima. Spesso viene sottovalutato sia dalle aziende sia dai privati ma l’obiettivo è preciso ed importante. Si vuole ridurre al minimo l’impatto di questi impianti sull’ambiente e nella produzione di effetto serra”

Cosa impone esattamente la normativa?
“La discriminante su cui va ad attivarsi la norma è il quantitativo di refrigerante contenuto nell’impianto. Nel caso si rientri nella casistica le due disposizoni valgono sia per i privati sia per le aziende. A quel punto devono affidarsi ad un’azienda specializzata e certificata che effettui verifiche periodiche su eventuali perdite con una cadenza che può variare dall’anno al trimestre secondo le caratteristiche del refrigerante”

Che certificazione deve avere un’azienda per svolgere questi controlli?
“Si chiama Fgas e segue proprio il regolamento. In Alto Adige non ce ne sono tantissime ma stiamo cercando di creare sempre più una rete di informazione e condivisione sul tema”



 

Le multe, dunque, sono molto salate.
“Sì, le sanzioni saranno pesanti. Vanno dai 10 ai 100.000 euro per chi non si avvale di personale certificato o non esegue i controlli periodici. Dai 5 ai 25.000 euro qualora l’azienda o il privato sia a conoscenza di perdite e non si sia attivato per una riparazione entro 5 giorni dal rilevamento della perdita stessa”.

Alan Conti


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